Il coraggio di esser di parte

9 09 2015

Un interessante articolo di Mariano Tomatis che ha sollevato un certo fermento nella comunità dei comunicatori della scienza. Personalmente trovo che la riflessione che contiene sia stimolante, ma condotta impropriamente.
Un breve riassunto:
Divulgatori scientifici e debunkers reclamano per se stessi il ruolo di servitori super partes della verità. Tomatis, dal canto suo, li accusa di essere invece schierati politicamente ed eticamente, in modo implicito.

Permettetemi di risolvere hegelianamente la disputa: non sono i divulgatori scientifici ad essere schierati, è la verità scientifica e fattuale ad essere schierata.
Declamare la verità scientifica riguardo alla sperimentazione animale, o all’omeopatia, o all’omosessualità, è automaticamente un argomento in favore o contro precise scelte politiche sulla sperimentazione animale, sull’omosessualità, sulla politica.

Ovviamente, quello specifico frammento della verità che viene riportato non rappresenta l’unico argomento. Possono esservi altri argomenti, altri pezzi della verità, che invece vanno nell’altra direzione; come si nota ad esempio su questo blog, affermare che gli esperimenti dei nazisti sui prigionieri siano scientificamente validi è una parte della verità che va soppesata contro l’altra parte: che erano orridi e inumani. Esistono, certo, vari aspetti della verità da tenere in considerazione. Ma nel suo insieme, la verità è un argomento, oserei dire, l’argomento definitivo. Potrei spingermi persino a dire che non esiste altro argomento che valga in un dibattito che non sia la verità.
La verità fattuale che Schmeiser non ha affatto subito contaminazioni sul suo campo, ma ha effettivamente piantato semi transgenici senza autorizzazione, è inevitabilmente argomento contro Schmeiser. Si, vuoi dirmi che Schmeiser ti sta simpatico comunque per altre ragioni? Benissimo, parliamone; ma la verità fattuale di cui sopra di per sé va contro di lui, la verità è schierata.
L’accusa sensata che potrebbe essere rivolta ai divulgatori non è certo quella di aver detto una verità schierata; mica è colpa loro se Schmeiser ha detto cazzate. Potremmo accusarli (non lo sto facendo, sto solo dicendo che sarebbe possibile formulare sensatamente questa accusa) di non riservare lo stesso rispetto a tutti quanti gli aspetti della verità. Che equivale a nascondere la verità tutta intera, che equivale a mentire. Questo, sì, significherebbe che non sono neutrali rispetto alla verità, e sarebbe una loro colpa; ma non è certo una loro colpa il fatto che la verità stessa neutrale non lo sia.

Forse Tomatis vuole arrivare a dirci che non è vero che il divulgatore non prende mai le parti?
Allora devo dargli ragione: la verità è difficilmente neutrale rispetto alle scelte politiche e morali, dunque servire la verità significa esattamente prendere le parti.
E non c’è niente di mostruoso nel prendere le parti, anzi, è necessario.
Mi è incomprensibile il terrore che al giorno d’oggi sepreggia in Italia nei confronti dell’idea di prendere le parti. Una volta ci fu chi disse che il Signore vomiterà dalla sua bocca quelli che non sono né freddi né caldi; oggi sembra quasi che avere il coraggio di essere caldo o freddo sia il crimine supremo.

Mi spiace ma dissento da questo modus cogitandi: io prendo le parti contro l’omeopatia perché conosco la verità fattuale che si tratta di un costosissimo placebo. Faccio i complimenti a chiunque la chiami “truffa” (anche se si posson muovere obiezione sulla strategia comunicativa, volendo). Ciò non mi rende meno neutrale, se si intende “neutrale” come “corretto e onesto”; né apre lo spazio ad un dibattito vuoto ed arbitrario sul sesso degli angeli in cui tutte le opinioni sono uguali, come spesso diventano le discussioni sulle “questioni morali”. Perché l’impressione che si ricava quando si leggono tutti questi tentativi di sottrarre alla scienza domini di discussione, in cui ha tutte le ragioni di esser presente e forte, è che in realtà si voglia soltanto preservare intatto per tutti il diritto di sparare cazzate in libertà, fregandosene della verità scientifica: tanto, ehi, son tutte opinioni.

Per me, io credo di dover rispetto alla verità. Questo mi porta a prendere delle parti.
Bressanini e Mautino hanno il sacrosanto diritto di essere contro l’omeopatia; l’unico modo per non esserlo, nella loro posizione, sarebbe dire bugie. Quindi non solo ne hanno il diritto: in quanto comunicatori, ne hanno il dovere.

Ossequi

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