La scienza di Destra

29 12 2018
Ho notato che è molto comune oggi, presso gli ambienti alt-right, la tecnica di vendersi come alfieri della ragione e della scienza VS la sinistra irrazionale ed emotiva.
 
Da un lato si tratta di un’innovazione comunicativa radicale; s’intende, tutti gli ideologi cercano di tirare la scienza dalla propria parte, perché la scienza è “roba forte”, la vuoi avere nel tuo angolo… ma tipicamente la Destra non se la mette sulla bandiera, perché quello è il posto riservato per tradizione e passione, che vinceranno sempre sulla scienza.
E in effetti per la Destra è ancora così, tradizione e passione vincono su scienza. Ma allora come e perché mettono la scienza sulla bandiera?
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Premettiamo necessariamente che la scienza non è mai né di destra né di sinistra, perché aderire ad un’ideologia richiederebbe che la scienza si adegui ad essa, mentre è sempre il contrario che deve accadere: l’ideologia deve adeguarsi alla scienza. Ma, a parte quest’ovvietà, diciamo che la scienza ha sempre avuto una certa attrattiva per la Destra, perché essa è un metodo per ordinare il mondo in schemi mentali. La Destra adora gli schemi mentali, e dunque adora la scienza… almeno nella misura in cui le offre una sponda per calare sul reale degli schemi-gabbia rigidi in cui imprigionarla.
Caso di studio le Sentinelle in Piedi, che si presentavano come alfieri del dato di fatto scientifico: esistono uomo e donna e i bambini nascono da uomo e donna. Allora prendiamo questo schema binario uomo-donna e caliamolo su tutto l’esistente, utilizzandolo come pretesto per stuprare la realtà stessa: si usa dunque il binarismo biologico come trucco retorico per negare la molteplicità del comportamento sessuale umano e non solo. Ci sono due sessi biologici… Ok, possiamo prendere il dato biologico in questione e soppesarlo nell’insieme delle nostre valutazioni insieme a tutti gli altri dati biologici: l’esistenza dei comportamenti omosessuali, la natura socialmente costruita dei ruoli di genere, l’esistenza della disforia di genere… Il punto è che da Destra tutti questi altri dati biologici, altrettanto solidi, vengono completamente disconosciuti. Ma sono dati, nel senso, non si apre neanche discussione su questi punti, sono puro fatto, come il becco dei pinguini o la forma della luna.
 
Il punto è che il pensiero scientifico crea sì degli schemi per inquadrare il mondo, ma questi schemi devono calzare al mondo al modo stesso in cui un abito su misura deve calzare al committente: stretto abbastanza da non cadergli di dosso, ma anche comodo abbastanza da farlo respirare e da non irritargli la pelle. Una scienza che si rifiutasse di categorizzare la realtà sarebbe inutile… ma una scienza che voglia per forza far stare la realtà in categorie decise a priori è anche peggio che inutile: è dannosa. E non è vera scienza.
La Destra è sedotta da questi abiti stretti, e non so quanto in buonafede e quanto in malafede, pensa di vendersi come scientifica perché anche la Destra, come la scienza, cala schemi sulle cose. Ma non è quello il punto della scienza, non è che basti osservare le cose, inventarsi uno schema rigidissimo che ci pare calzi loro, e poi costringere a viva forza la Natura ad indossarlo, non funziona così. C’è sempre l’altro lato da considerare: la scienza deve descrivere il reale e adeguarsi al reale, e la molteplicità infinita del reale è sfuggente rispetto ai nostri schemi mentali, per quanto raffinati.
Per di più, raramente gli schemi mentali della Destra sono raffinati. La punta di diamante della strategia retorica qui è in effetti l’utilizzo di schemi rigidissimi e semplicissimi. Da un lato gli schemi semplificati fanno parte della scienza; si pensi ad esempio ai gas perfetti o all’approssimazione gaussiana… ma in genere questi modelli semplificati rappresentano un punto di partenza su cui aggiungere strati ulteriori di complessità, e raramente sono efficaci nel descrivere la realtà così com’è. In ogni caso, quando non lo sono vanno sostituiti con schemi più raffinati; non esiste invece che la realtà venga piegata per entrare a forza in questi schemi.
 
Ovviamente, chi ha inclinazioni più o meno marcatamente destrorse sentirà spesso la seduzione degli schemi forti da calare sulle cose. Mi ci metto pure io dentro, e potremmo fare molti altri esempi a riguardo; me ne vengono in mente almeno tre, presi fra piccole celebrità del web: Uriel Fanelli, per esempio, o Albanesi, o Butta, che commentai qui piuttosto impietosamente (ragazzi, ma sarà mica una cosa da ingegneri…? Comunque se non li conoscete, fa niente, secondo me non è nulla di imperdibile). Il tratto comune che rende seducente per alcuni (fra cui anche per il sottoscritto) la retorica di questi blogger, e che la rende ad altri allo stesso modo repellente, è la forte impressione di rigore che trasmettono nel momento in cui calano i propri schemi sul reale. La seduzione deriva dal fatto che quegli schemi sono così rigidi ed eleganti ed ordinati… Peccato per quel piccolo difetto che spesso hanno di essere inadeguati o del tutto campati in aria, al punto di costituire ogni tanto delle involontarie parodie della realtà che vorrebbero descrivere.
Gli sfoghi dell’uno sui Napoletani possono racchiudere qualche elemento di riflessione interessante sui problemi del meridione, ma in ultima analisi sono un becero luogo comune razzista che pretenderebbe di sussumere un milione di napoletani sotto un unico tipo umano. Quell’altro può sembrare tanto intelligente nel momento in cui ti disseziona una frase estratta da un dibattito TV secondo i criteri della logica matematica; ma un approccio del genere diventa ridicolo, e più banalmente sbagliato, se ti richiede di far finta che non esista nel linguaggio una dimensione metaforica, iperbolica, associativa, evocativa e via dicendo che quel metodo lì, in quella forma iper-semplificata, manca in toto. Per non parlare poi di chi improvvisa calcoli su quanti musulmani ci saranno in Italia fra dieci anni senza ritenere di consultarsi dieci minuti con un demografo che queste cose le studia per vivere, e che magari può fargli notare numeri alla mano qualche erroruccio.
 
Schemi, appunto, attraenti nella misura in cui sono reminiscenti del linguaggio della scienza, e ne evocano tutta la potenza veritativa… Ma che di fatto vanno in briciole nel momento in cui ti ricordi che ci sarebbe anche, nel metodo scientifico, quel dettaglio di confrontarsi con la complessità del reale, rispetto alla quale certi schemi risultano non solo inadeguati, ma al livello del ridicolo involontario.
 
Per un esempio più su larga scala, usando questa tecnica di creare schemi-gabbia semplici e seducenti e presentandoli come “scientifici”, viene condotto da anni in USA un attacco spietato contro l’intera disciplina degli studi di genere, e trattasi del fenomeno che ha originato poi per esportazione la teoria del complotto del gender (quindi un problema non trascurabile).
Fermo restando che molte teorie sociologiche sul genere sono opinabili e alcune possiamo tranquillamente classificarle come puttanate, gli studi di genere restano comunque una materia di studio del tutto valida, che ovviamente si pone su un piano d esattezza diverso rispetto a discipline come biologia e fisica e più sul livello di studi storici e sociologici, ma non per questo è un mucchio di cazzate, come non sono cazzate la storia e la sociologia. A volte la complessità della materia di studio è tale che non si presta a iper-semplificazioni… Anzi, quasi mai la realtà si presta a iper-semplificazioni. L’invito a rientrare per forza in schemi rigidi e semplificati laddove la materia di studio richiede complessità è di fatto un tradimento del metodo scientifico a più livelli, e il genere è una di queste realtà altamente complesse, che se devono essere approfondite richiedono che si vada un momentino oltre le donne che mettono le gonne e partoriscono bambini e i mariti che hanno il pisellino e fanno gli idraulici.
Se proprio volete farvi del male, vi offriranno tanti altri esempi di questo tipo specifico di pseudoscienza nella comunità redpill. Mi colpì in particolare, fra questi, un tale che denunciava “una visione molto serendipica e non statistica della vita” in alcune donne. Essendo io statistico di professione, qui ho fatto un sorrisetto, perché il modus cogitandi dei redpill non è statistico per nulla; la statistica si basa su approssimazioni che riassumono aspetti interessanti della realtà tenendo conto delle variazioni di misurazione tramite indici di dispersione. La metodologia dei redpill consiste piuttosto nel negare la molteplicità del reale tacciando tutto ciò che non corrisponde alla teoria di essere una deviazione irrilevante, il che statisticamente parlando è un metodo abominevole. Questo fraintendimento della statistica è la ragione per cui alcuni scherzano su di essa affermando che “la statistica è quella disciplina per cui se io mangio un pollo e tu nessuno abbiamo mangiato mezzo pollo a testa”. Ovviamente non è così, ma la statistica dei redpill è perfino peggio di così, visto che se uno dei due mangia un pollo e l’altro nessuno sostiene che le donne abbiano mangiato tre polli a testa, che i maschi bianchi eterosessuali siano affamati e stiano morendo come le mosche per via della carenza di polli, che i musulmani abbiano preso il controllo dell’intera industria del pollame e che in capo a cinque anni il mondo intero sarà una teocrazia islamica controllata da polli musulmani geneticamente modificati e dalle femministe. Nella realtà, la statistica deve trovare il modo di perdere meno informazione possibile ed è consapevole che in ogni caso sta approssimando e riassumendo, dunque si perde lo stesso qualcosa per strada. La realtà non si esaurisce in incel, cuck e chads o similari, e non si riassume l’avvenenza delle persone in una scala da 1 a 10. Cercare di ridurre la realtà ad uno schema così infantile è un cazzo senza vasello e preservativo nel culo della biologia, della sociologia e della psicologia.
Quello che si verifica in certi ambienti di estrema destra è, insomma, una sorta di volgarizzazione della scienza, dove il termine “volgarizzazione” va inteso nel senso peggiore come deformazione del pensiero scientifico in forme quasi parodistiche e perfino apertamente menzognere. Contrariamente alla pseudoscienza classica, che di solito si muove cercando di attribuirsi un’autorità simile a quella della scienza ma poi di fatto non le somiglia neanche vagamente, questo nuovo tipo di pseudoscienza è a mio avviso più pericoloso, perché invece imita attivamente il linguaggio scientifico in certi aspetti chiave. I parallelismi storici più calzanti sono quelli con il “razzismo scientifico” ottocentesco o quello dei nazisti; entrambi si basavano sulla proposta di schemi iper-semplificati che magari potevano richiamarsi anche a certi dati scientifici, ma poi di fatto li stiracchiavano e storpiavano in forme pazzesche e ridicole, facendo di entità biologiche fluide e sfumate la cui stessa esistenza è discutibile, come le “razze umane”, realtà monolitiche determinanti la totalità dell’esistenza dell’essere umano.
 
Per inciso, molti critici della scienza (“dello scientismo”, preferiscono di solito loro) che invece vengono da sinistra spesso si riferiscono proprio a questa forma di pseudoscienza come proprio target polemico e ci trascinano dentro tutto il metodo scientifico vero e proprio… salvo perdere anche loro di vista quello che è scienza e quello che non lo è. Ma questa è un’altra storia, e si dovrà raccontare un’altra volta.
 
Ossequi

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9 responses

30 12 2018
Ogon Bat

Io sono di sinistra, di professione faccio il fisico e tutta la mia materia deve il suo successo alla capacità di semplificare una realità complessa cogliendo gli elementi essenziali. Tu banalizzi la teoria redpill (che cmq ha rimandi anche ad articoli peer review che giustificano alcune delle sue assunzioni) dicendo che semplica e deforma, facendo un rimando (originalissimo per altro: https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Godwin) alle teorie naziste.
Io dico che invece è assolutamente un dovere semplificare il più possibile per poter enucleare un messaggio chiaro e “buono abbastanza” per poter essere utile. Io invece trovo che molto spesso che in ambienti di sinistra liberale progressista “radical chic”, in nome del fatto che tutto è complesso si finisce per non dire niente, o tutto il contrario di tutto. Ti pare una condotta decente???

30 12 2018
lostranoanello

È esattamente ciò che ho detto io.

Più correttamente: la fenomenale potenza ed efficacia del pensiero scientifico sta nel suo porsi al crocevia fra gli opposti del realismo e del nominalismo. Il gioco della scienza sta nel camminare sempre sul filo: devi categorizzare le cose in qualche modo, creare degli schemi, perché questo serve a rendere la realtà un minimo gestibile, altrimenti l’attività stessa del pensiero non servirebbe a niente. Questo però non può accadere al prezzo di sacrificare interi pezzi di realtà.
Potrei scrivere un articolo sugli eccessi opposti, e in effetti l’HO FATTO in passato. Ma questo articolo parla degli eccessi di realismo filosofico, che tradiscono gravemente la scienza ma tendono a presentarsi come scientifici.

30 12 2018
Ogon Bat

Per curiosità, mi dici una teoria sociologica che modellizzi decentemente il comportamento umano (fornendo quindi un certo gradi di predittività) e che abbia il pregio di camminare su questo famoso filo? Io ho seguito per motivi personali corsi di pedagogia, psicologia e antropologia e l’impressione che si ha è che quando ne esce una ce n’è sempre una successiva che accusa la precendente di incompletezza, di banalizzare, di semplificare, di tagliare fuori pezzi della realtà con il risultato finale di fornire un insalta di idee confuse, contraddittorie e male organizzate che non servono ad altro che a salvare la faccia di chi le scrive (non sia mai che tu venga additato come nazista perchè dici chiaro e tondo le cose come stanno).

31 12 2018
lostranoanello

Infatti non esistono teorie complete del comportamento umano, né mai esisteranno. esistono dei modelli abbastanza spannometrici che comunque tendono a prevedere comportamenti di massa ma non sono mai generalizzabili ad ogni singolo individuo.
Il fine della psicologia e della sociologia come scienze predittive (e dunque non come pratiche mediche, che è un discorso separato) è quello di poter fare previsioni generali sulle masse, non puoi prevedere a priori il comportamento di una singola persona estratta dalla massa.
Questo è il problema per cui cercare di applicarle a dinamiche di accoppiamento è una così pessima idea. Può anche essere che uno non sia convenzionalmente attraente e quindi non abbia le donne che fanno la fila per accoppiarcisi. Allora la strategia da scegliere è andare in cerca di quelle magari poche cui invece interessa, e che non sono al centro della gaussiana. Una debolezza della statistica mainstream è che sia poco interessata a ciò accade nelle code delle distribuzioni, ma spesso sono proprio le code ciò che ci interessa.

6 01 2019
Ogon Bat

Non mi convinci, da scienziato a scienziato, proprio per nulla. Se c’è un andamento generale della maggioranza ci sarà una probabilità maggiore che determinati comportamenti siano posti in essere anche dal singolo, specie in un mondo sempre più standardizzato. A me non pare proprio una pessima idea applicarlo alle dinamiche di accoppiamento che di fatto coinvolgono le masse. Tra l’altro, la ricerca delle eccezioni mi pare un approccio abbastanza ingenuo al problema, visto che è indubbio che più o meno a tutti piacciono le sempre di più le stesse cose causa globalizzazione di tutto. Quest’ultimo punto rende decisamente non una pessima idea riportare il caso delle masse con il caso dei singoli visto che sempre di più questi due aspetti tendono ad assomigliarsi.
Noto con una certa delusione che non mi hai indicato nessuna teoria del comportamento umano con le catteristiche da me espresse. Allora rifaccio la richiesta in modo più preciso: potresti indicarmi una teoria sociologica che modellizzi decentemente UN ASPETTO del comportamento umano (fornendo quindi un certo gradi di predittività) e che abbia il pregio di camminare sul famoso filo?

6 01 2019
lostranoanello

Nel momento in cui ti devi trovare UN partner, ti basta avere successo una volta o poche volte. Nel momento in cui vuoi scopartene mille, allora sì, ti serve essere statisticamente uno molto attraente.

Non posso indicartene nessuna che non presenti un numero non trascurabile di eccezioni, per cui letteralmente nessun modello in psicologia è utilizzabile per incasellare e ingabbiare le persone. Ma di tendenze generali ce ne sono tante, quello sì. Io sono molto familiare con la distorsioni cognitive, per esempio; è risaputo che le persone tendono a cadere sempre nei soliti vecchissimi bias cognitivi, per cui per esempio applicano sempre fallacie ad hominem. Non tutti lo fanno sempre, ma penso tutti nella vita lo abbiano fatto almeno una volta. Alcuni specifici meccanismi si applicano effettivamente al corteggiamento; per esempio è provato che le persone allegre e sorridenti seducono più facilmente, che certi tipi di volto sono considerati in media più attraenti, and so on.

Il problema non è affatto, come sembri aver frainteso, che non si possano fare in assoluto teorie del comportamento umano. Il problema è che tali teorie debbono comunque applicarsi ad un ambito nel quale la variabilità individuale è pressocchè infinita, così non possono essere complete ed onnicomprensive e non ne troverai mai praticamente nessuna che giustifichi categorizzazioni rigide del tipo “quelli della categoria X si comportano così, quelli della categoria Y si comportano così”.
Cioè, per dirti, categorizzazioni di questo tipo non le puoi applicare manco quando parli di reazioni dell’organismo ai farmaci; figurati se puoi applicarle al comportamento…

20 01 2019
Ogon Bat

E tu pensi davvero che l’incel desideri scoparsene 1000, tanto per dirne una? Guarda, ancora una volta di non aver ancora capito per bene il fenomeno incel e ciò che esso rappresenta. Detto questo, passiamo alla tua risposta. Sei stato molto elusivo e poco concreto, purtroppo. Ho perfettamente capito che nessuna teoria sociologica sia in grado di fare previsioni esatte sul singolo individuo vista la variabiità umana bla bla bla, ma può tranquillamente indovinarci su parecchi aspetti dell’agire anche del singolo. LOL, le scelte del singolo e i suoi comportamenti possono essere modellizzati bene in ambiti specifici e, porca miseria, anche condizionati a dovere. Quindi boh, hai parlato di gioco della scienza che “sta nel camminare sempre sul filo: devi categorizzare le cose in qualche modo, creare degli schemi, perché questo serve a rendere la realtà un minimo gestibile, altrimenti l’attività stessa del pensiero non servirebbe a niente”, ti ho invitato a citare una teoria sociologica (ti ricordo che sociologia è una scienza, stando al dizionario) che abbia tali caratteristiche e tu mi vieni a raccontare che non esiste. Quindi gioco forza la sociologia non è una scienza? Sono sinceramente confuso.

30 01 2019
lostranoanello

Non capisco la confusione, onestamente. Ci sono mote teorie sociologiche che funzionino, nessuna funziona nel senso che fa previsioni perfette, neanche al livello di comportamento di massa (non riusciamo manco a prevedere gli esiti delle elezioni, per esempio).
Il punto dello scoparsene mille è proprio ciò che risponde alla tua domanda: se non è vero che TUTTE le donne si comportano come dici e dunque c’è una non trascurabile frazione di donne “brave”, allora la cosa più sensata da fare è andare in cerca di quelle, anche se appunto fossero una minoranza, perché alla fine basta trovarne UNA che vada bene.
Il problema si fa irrisolvibile, invece, se uno ha l’obbiettivo di farsene tantissime, perché se non hai certi requisiti quello è impossibile. Se fai 10000 tentativi e non sei molto attraente magari novemila o novemilanovecento ti andranno male, quindi la tua idea di avere tanto sesso facile sarà irrealizabile. Ma se vuoi una relazione seria, ti basta che vada bene una volta sola e quindi anche uno su cento non è una percentuale di successo trascurabile, devi solo fare cento tentativi.
Le previsioni di tipo statistico hanno ricadute di tipo decisionale che dipendono sempre da qual è l’obbiettivo, non si può ignorare quell’aspetto.
Se non è chiaro ora non credo di poterlo rendere più esplicito xD

10 01 2019
Io

Quest’articolo è talmente interessante che me lo stampo!
Aspetto il seguito.
Grazie

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