L’ultima roccaforte

22 06 2015

L’altro giorno mi sono infilato in un dibattito fra alcuni amici che si domandavano se la lotta contro il “gender” sia più una lotta omofobica o maschilista. Ovvero: l’obbiettivo finale degli integralisti cattolici è relegare al silenzio e all’emarginazione il popolo LGBT, o rimettere in discussione la parità dei sessi?

Io dico tutt’e due. Ma, e lo dico da LGBT maschio, l’obbiettivo più grande ed importante per loro è di gran lunga il secondo. Sì, è vero, l’omosessualità li schifa perché per loro è inconsueta, perché sono conservatori, hanno la mente chiusa, e infatti di solito sono anche razzisti, di estrema destra eccetera. Sì, questo è giusto. Ma c’è di più, il crimine dell’omosessualità non può consistere semplicemente nell’essere “inconsueta”. Il suo vero crimine è che essa infrange l’ordine, che si vuol far passare per “naturale” e invece è esclusivamente di natura sociale, che vuole la donna penetrata e sottomessa, e il maschio penetratore e dominatore.

Molti etero si disgustano al pensiero di due uomini che fanno sesso, ma si eccitano al pensiero di due donne che fanno sesso. Perché ciò? Non sono forse entrambe le cose contro la loro concezione di “natura”, ovvero contro la consuetudine penetrativa cui essi si sono abituati? Il problema non è quello, quella al massimo è un’aggravante. Il problema è che un uomo che penetra un altro uomo ricorda all’uomo che egli stesso è penetrabile. E se egli è penetrabile come una donna, è messo in crisi il rapporto di potere che lo posiziona al di sopra della donna, è messo in dubbio il suo ruolo di dominatore.

L’antisessismo è strettamente collegato alla lotta all’omofobia. Per la precisione, la fine dell’omofobia discende naturalmente dalla fine del sessismo. Gli integralisti religiosi lo sanno, e io qui mi gioco una mano o anche due di aver capito perfettamente il loro gioco, anche meglio di loro stessi: non stanno usando il maschilismo come scusa per diffondere omofobia, stanno piuttosto usando l’omofobia che già c’è in giro per tentare di ricostruire un sessismo in disgrazia. Si parte da “i bambini hanno bisogno di una mamma e un papàaaaaaaa!”, ma si vuole finire a “sposati e sii sottomessa” della Miriano; ovvero si vuole tornare a definire un rapporto di dominio a favore dell’uomo rispetto alla donna.

Il famoso “Gender” che si farebbe nelle scuole, se andate a vedere davvero che cos’è (quindi non sui siti cattolici) consiste quasi interamente nella lotta agli stereotipi di genere che vogliano la donna fragile, sottomessa e casalinga e guai se non lo è, e l’uomo tosto, virile, conquistatore e militare, e guai se non lo è.

Ha a che fare con l’omofobia, ciò? Sì, l’omofobia deriva direttamente dalla rigida, spietata suddivisione dei ruoli di cui sopra. L’omofobia coltiva e accresce l’idea che quell’unità sociale fondamentale che è la famiglia possa funzionare solo sulla base della differenza inconciliabile, e sottolineo inconciliabile, dei ruoli maschile e femminile. Infatti non si può ragionevolmente mettere in dubbio che, se un uomo può essere dolce, sensibile, accogliente e delicato quanto una donna, e una donna può essere dura, rigorosa e autorevole quando un uomo, allora le coppie omosessuali possono crescere dei figli benissimo, visto che due donne o due uomini potranno fare le stesse che farebbero un uomo ed una donna. Deduttivamente, ciò è molto rigoroso, e visto che teoricamente siamo tutti d’accordo che lo stereotipo della donna delicata e sensibile e dell’uomo tosto e autoritario è violato così spesso da essere inconsistente, la conclusione di cui sopra dovrebbe anche essere banale. Se uno è davvero antisessista, allora riterrà che le differenze di ruolo fra uomo e donna, che pure possono sussistere in un certo numero di casi, siano superabili o conciliabili, è dunque sarà anche a favore di quelle forme di famiglia che prescindono da queste differenze.

Ma questo passaggio che ragionevolmente è immediato non sempre è immediato emotivamente. Dopotutto, non abbiamo forse notato mille volte come a fronte di un numero di vegetariani sotto il 5%, la grande maggioranza della popolazione si dica contraria alla caccia? Suona assurdo, ma solo perché stiamo ipotizzando che il cervello umano non tolleri le contraddizioni, e invece spesso ci convive benissimo.

Dunque, abbiamo casalinghi che si occupano dei bambini in ogni casa, e poliziotte che malmenano i malviventi ad ogni angolo di strada, e nessuno batte ciglio; ma centocinquantamila persone si radunano in una piazza con magliette rosa e azzurre per dirci che i sessi sono troppo diversi e dunque non è possibile che un uomo faccia il mammo e una donna faccia la papà, e non possiamo dire alle femminucce che possono essere poliziotte, e ai maschietti che possono stirare le camicie.

Qual è il trucco che rende possibile questo assurdo? Si basa sul fatto che la gente è ancora diffidente riguardo alle coppie omosessuali per solleticare il pregiudizio sessista che essa già cova in principio.

Nonostante ormai sappiamo bene che donne e uomini, seppure in media differenti sotto certi aspetti, sostanzialmente sono in grado di fare le stesse cose, possiamo ancora fare finta che così non sia. Diciamo, dunque, che il matrimonio dev’essere solo fra uomo e donna, e questo è il nostro gioco di prestigio, la nostra finzione. Questo puntiglio di principio del mantenere il matrimonio “com’è sempre stato” serve al solo ed unico scopo di permettere la sopravvivenza dello schema mentale sessista, così com’è sempre stato.  Perché da “le donne sono geneticamente irriducibilmente diverse” a “le donne sono geneticamente e irriducibilmente delle lavastoviglie umane” il passo è un epsilon piccolo a piacere. Ma se due donne si sposano e crescono figli, allora l’idea che le donne siano state messe su questa terra per stare sottomesse ai maschi e dar loro eredi è definitivamente caput; non possiamo più neanche fingere che sia così, la verità ci viene sbattuta sul muso.

L’omofobia è dunque l’ultima roccaforte del sessismo. Gli integralisti cattolici cercano di difenderla, ma non pensiamo che per loro essa valga qualcosa di per sé: nei loro sogni più selvaggi ed autentici da quella roccaforte parte la Reconquista, da lì si arriva un giorno a trasformare il mondo intero in una magnifica distesa di piccole ed eleganti Stepford.

Il loro parziale successo, ancorché limitato, è significativo, e più che scoperchiare la voragine di omofobia che ancora cresce e vive in Italia (di cui tutti già sapevamo) apre il Vaso di Pandora del maschilismo che ancora cresce e vive in Italia.

Ma quello è un mondo, fortunatamente, morente. Le donne non ci stanno più a fare le casalinghe di Stepford, perfino la Miriano in realtà è una donna in carriera; e, non sorprenda, neanche i maschi ci stanno più a sentirsi dire o dare ad intendere che mamma e papà sono tutti e due genitori, ma la mamma è un po’ “più genitore” di loro.

Se finirà il petrolio o una guerra nucleare distruggerà la civiltà, allora l’umanità tornerà nelle caverne, allora la forza bruta del maschio ristabilirà i vecchi ruoli sepolti dalla storia; Costanza Miriano avrà modo di riscoprire cosa significa davvero la sottomissione e probabilmente noi finocchi torneremo al rogo.

Ma se ciò non accadrà, anche l’ultima roccaforte cadrà.

Ossequi.

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13 responses

23 06 2015
ilmentitore

L’ha ribloggato su Il Paradosso del Mentitore.

23 06 2015
imveryshy

L’ha ribloggato su imveryshye ha commentato:
Di una lucidità abbagliante

25 06 2015
P.T.

Analisi condivisibile, però mi chiedo….in piazza non c’erano soltanto maschi, ma anche donne. Come è possibile che queste siano scese in piazza senza rendersi conto che l’obiettivo finale di tutto questo movimento “anti-gender” è ricacciarle a casa a sfornare figli e a fare la calzetta? E’ veramente questo il futuro che sognano per i bambine e le bambine che hanno portato con sè in piazza? Come si spiega tutta questa partecipazione femminile?

25 06 2015
lostranoanello

La psicologia della donna “sottomessa” è più semplice di quanto possa sembrare. Basta leggere quello che scrive la Miriano, e infatti ho toccato l’argomento proprio nell’articolo a lei dedicato.
Sfornare figli e fare la calzetta non è necessariamente sgradevole o malvagio. La logica dell’emancipazione ha il difetto che rischia di farci sfuggire un fatto fondamentale: la vita del “””sottomesso””” non è necessariamente uno schifo; infatti, non lo è affatto per chi l’ha scelta.
Ma se l’hai scelta, non è sottomissione, dirai.
Ed è proprio quella la chiave di tutto! Le donne del Family Day hanno scelto un certo ruolo. Evidentemente a loro piace, e d’altro canto guadagna loro la compiacenza del maschio che si sente dominatore. La Miriano continuamente ci declama le gioie dell’inettitudine tecnologica, del non saper guidare, del dedicare la propria esistenza al trucco e ai bei vestitini (certo, lei nel frattempo fa pure le comparsate alle manifestazioni, ma non è la persona Miriano ad essere interessante, quanto il personaggio). A molte donne delegare la responsabilità piace, a molti maschi piace prendersela. Quelli vanno al Family Day, non è a loro che il sessismo causa problemi, anzi! Per loro è la manna, li fa sentire migliori, perfetti! Non sono affatto “sottomesse”, quelle donne! Loro sono a tutti gli effetti sottomettitrici, se si scrive così 😛
Il sessismo causa problemi a chi non sta bene nei ruoli: al maschio che non vuole fare il tosto signore della guerra, alla donna che vuole mettere prima la carriera. Queste sono le vittime. Non le donne del Family Day, quelle giusto la calza sapevano fare nella vita, e figurati se si lamentano, quando si dice loro che questa per una donna è la più alta delle realizzazioni…

24 02 2016
ladymismagius

L’ha ribloggato su Il Ragnoe ha commentato:
La lucidità e l’acume di quanto scritto in questo blog sono qualità che ammiro moltissimo. Non potevo non condividere questa riflessione sul costrutto dell’ideologia gender.

24 02 2016
Stef

le sole differenze ontologiche tra maschi e femmine sono anatomiche e fisiche. per il resto uomini e donne (cisgender e transgender) sono pari moralmente e intellettualmente nel bene e nel male
Concordo con questo articolo.

26 02 2016
Angelo

Penso che nella mente dell’autore di questo articolo vi sia moltissima confusione. Confonde la Donna sociale con la Donna naturale. Vi si riscontra altresì tantissima ignoranza sia da un punto di vista anatomo-fisiologico che su argomenti a carattere religiioso in generale e Cristiano in particolare. Leggendo questo articolo traspare in maniera evidente una certa “arrabbiatura” con il mondo intero e un più che evidente astio nei confronti dei cattolici dei quali, ribadisco, non ha capito proprio niente. Oltre a tutto ciò, è stato particolarmente offensivo nei confronti di quelle Donne che hanno l’unica “colpa” di aver partecipato ad una manifestazione non di suo gradimento. Questo, più che un articolo, mi pare uno sfogo e lo considero come tale.

26 02 2016
Angelo Leanza

Penso che nella mente dell’autore di questo articolo vi sia moltissima confusione. Ad esempio confonde la Donna sociale con la Donna naturale. Si riscontra altresì tantissima ignoranza sia da un punto di vista psico-anatomo-fisiologico che su argomenti a carattere religioso in generale e Cristiano in particolare. In questo articolo traspare anche una certa “arrabbiatura” con il mondo intero e risulta più che evidente un notevole astio nei confronti dei Cattollici della religione dei quali, ribadisco, non ha capito niente. Risulta anche particolarmente offensivo nei confronti di quelle Donne che hanno l’unica “colpa” di aver partecipato ad una manifestazione a lui non gradita.
Questo, più che un articolo, mi sembra uno sfogo e lo considero come tale.

26 02 2016
lostranoanello

Puoi pensare tutto quello che vuoi, ma finché non lo argomenti è acqua fresca.
E no, non sono arrabbiato col mondo intero, solo con chi mi vuole privare dei miei diritti. Infatti non ho alcun rispetto per chi partecipa al family day e considero il parteciparvi una colpa in piena regola, senza virgolette.

Saluti

29 02 2016
Emanuele

“il crimine del poliamore non può consistere semplicemente nell’essere “inconsueto”. Il suo vero crimine è che essa infrange l’ordine, che si vuol far passare per “naturale” e invece è esclusivamente di natura sociale”

Off topic
Non è naturale che la statistiche da “negri”(aspettative di vita, suicidi, morti sul lavoro, vittime di omicidio, 94% di carcerati sono uomini etc.) siano di appannaggio maschile.

Non è naturale che le donne facciano le casalinghe anche per loro stesse.
Non è naturale che le donne siano portate per natura a crescere i figli( le sentenze in caso di divorzio che vendono i figli lasciati nel più del 90% dei casi alla madre).

Non è naturale che si continui a scrivere maschi in luogo di uomini mentre si scrive donne e non femmine.

29 02 2016
Stef

oggi c’è l’affido condiviso e i tribunali cercano di garantire la continuità del rapporto col padre anche quando questo è un violento. Basta con i piagnistei dei supporters dei padri separati. Comunque se in costanza di matrimonio sono le madri a passare più tempo coi figli (e i padri sono ben contenti di questo finchè dura il matrimonio) non ci si può meravigliare se i giudici assegnano casa alla madre (perchè poi il problema di molti padri separati non sono i figli ma l’assegnazione della casa coniugale oltre al fatto di dover dare dei soldi a “quella stronza”, ma finche “quella stronza” era sposata con loro andava benissimo che facesse la casalinga, poi appena dopo la separazione questi uomini diventano tutti grandi sostenitori de lavoro femminile e padri amorevoli, cari padri separati se volete essere credibili incominciate a stare di più coi vostri figli, a cambiargli il pannolino e a preparare le pappe DURANTE il matrimonio, chiedete a gran voce congedi lavorativi come quelli materni)

(credo che monogamia e coppia aperta, poliamore ecc..siano naturalissime per le persone che le scelgono e le desiderano)

5 03 2016
Emanuele

L’affido condiviso c’è solo sulla carta ma non nei fatti e non è stato promosso dalle femministe, evidentemente gli stereotipi “sessisti” quando convengono alle donne non disturbano. Per le femministe i figli hanno bisogno dei padri solo quando conviene a loro.
I padri separati, orchi o non orchi, sono sempre loro che perdono tutto: casa soldi e figli, e si capisce perché siano le donne a chiedere nel ca. 70% dei casi il divorzio.
“cari padri separati se volete essere credibili incominciate a stare di più coi vostri figli, a cambiargli il pannolino e a preparare le pappe DURANTE il matrimonio, chiedete a gran voce congedi lavorativi come quelli materni”, e poi in caso di divorzio…tutto come sempre!!! Sempre gli uomini devono(o dovrebbero): dentro o fuori il matrimonio.
Inoltre, gli uomini mediamente lavorano più ore fuori casa che le donne.

“al fatto di dover dare dei soldi a “quella stronza”, ma finche “quella stronza” era sposata con loro andava benissimo che facesse la casalinga(anche per lei stessa ndr)”, per la quale era pagata dallo stipendio del marito, il quale deve continuare a pagare anche dopo sine die in cambio di niente.

“Basta con i piagnistei dei supporters dei padri separati”, è vero i “i machi” non dovrebbero piangere, devono soffrire in silenzio. Sei tu che decidi chi è vittima o vittimista? Da quando gli oppressi(donne, LGBT) hanno il potere di decidere cos’è bene e cos’è male?
L’ideologia dominante è quella della classe dominante(Marx).

Sulle statistiche da “negri”: silenzio di tomba!

p.s. mi fa piacere vedere che le femministe(la famiglia è un reato…) e il mondo LBGT siano passati dalla misogamia alla filogamia

5 03 2016
Stef

io non sono donna e non sono LGBT ma tu pensa quello ce vuoi io ho detto ciò che avevo da dire

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