L’uomo non ha una “anatomia da fruttariano”.

18 02 2015

Questo è candidato a diventare l’articolo più breve mai pubblicato sul mio blog, per la semplicità con cui si smonta la bufala.

Alcuni vegani, anzi, di solito nemmeno loro arrivano a tanto, diciamo alcuni fruttariani, sostengono spesso che l’uomo per natura “fruttariano”, cioè fatto biologicamente per nutrirsi solo di frutta.

A favore di questa tesi, riportano presunte somiglianze anatomiche e fisiologiche che l’uomo avrebbe con gli animali frugivori e non con carnivori ed onnivori.

Facciamo due premesse: la prima, queste presunte somiglianze o differenze sono quasi tutte cazzate facilmente smontabili. La seconda, si tratta di un metodo assolutamente irragionevole; l’analisi anatomica è un buon mezzo per capire di cosa si nutrono le specie che non possiamo osservare direttamente, come specie estinte (es. dinosauri) o alcuni animali oceanici (es. calamaro gigante); ma non ha alcun senso usarlo per una specie vivente ed osservabile, come l’uomo. Se noi vogliamo sapere qual è la dieta di un animale vivente basta osservare cosa mangia nel suo ambiente, o al massimo aprirgli lo stomaco e vedere che contiene. Il fatto che l’uomo mangi carne, uova e latticini indica già di per sé che quella è una sua preferenza naturale.

Ma non voglio approfondire ulteriormente queste due obiezioni (le troverete molto approfondite qui, se vi va); perderei molto tempo e in realtà la teoria dell’uomo fruttariano si demolisce molto più rapidamente.

Dicevo che di solito i sostenitori della teoria paragonano l’uomo ai mammiferi frugivori e ne concludono che è simile. Ecco, c’è già una pecca enorme qui: praticamente non esistono mammiferi frugivori come li intendono loro.

Mi spiego, il frugivorismo è una dieta che include dosi significative di frutta. Il fruttarianesimo, invece, è una dieta composta solo di frutta. C’è una bella differenza; ci sono molti mammiferi frugivori, e anche mammiferi prevalentemente frugivori e strettamente imparentati con l’uomo, come l’orangutan. Ma mangiano anche altro; ad esempio, nel caso dell’orangutan, una percentuale variabile di insetti e uova.

Sapete quali sono gli unici mammiferi davvero “fruttariani”, ovvero frugivori esclusivi?

Alcuni pipistrelli del sottordine Megachiroptera, che per la precisione non sono frugivori ma nettarivori, perché della frutta succhiano solo il nettare. Mi riferisco davvero a pochissime specie, uno o due generi per la precisione, e sussiste qualche dubbio sul fatto che anch’essi possano nutrirsi occasionalmente di insetti.

Ora se arriva un fruttariano a dirmi che siamo anatomicamente e fisiologicamente simili ai pipistrelli rischio di diventare violento, ma non credo che accadrà. L’uomo non è “simile agli animali fruttariani” perché gli unici animali con cui ha senso fare un paragone anatomico sono altri mamiferi, e sostanzialmente mammiferi fruttariani non ne esistono proprio.

Orang Utan, Semenggok Forest Reserve, Sarawak, Borneo, Malaysia.JPGQuindi è un argomento sbagliato fin nelle sue premesse più fondamentali.

È importante comunque ricordare il caveat fatto precedentemente: il metodo anatomico e fisiologico non ha senso usarlo in una specie vivente. E specialmente non ha senso usarlo per l’uomo, perché l’uomo ha subito un’evoluzione particolarissima nella quale un ruolo fondamentale ha avuto l’uso di strumenti. Insomma, la natura umana si è coevoluta con la cultura umana. Chi vorrebbe pretendere di rimuovere la cultura dalla propria analisi in nome del rigore naturalistico sta in realtà commettendo un gravissimo errore scientifico: pretendere di studiare la natura dell’uomo senza preoccuparsi della sua cultura è come dire che vogliamo capire la fisiologia delle zanzare senza tener conto del fatto che succhiano il sangue, non ha senso.

Ciò detto, l’argomento secondo il quale l’uomo assomiglierebbe anatomicamente ad altri mammiferi fruttariani è comunque confutato a priori dal fatto che gli unici mammiferi fruttariani sono pipistrelli.

Magari Batman è fruttariano, ma gli altri umani no.

Ossequi.

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41 responses

19 02 2015
Raphael Pallavicini

L’ha ribloggato su Buseca ن!e ha commentato:
Buona debufalizzazione. A me è bastato guardarmi in bocca. 🙂

19 02 2015
VoceIdealista

L’ha ribloggato su laVoceIdealista.

19 02 2015
Aeon

E’ assolutamente incredibile che qualcuno possa credere sul serio alla storia dell’uomo frugivoro. La capacità della gente di cadere nelle bufale più assurde non finirà mai di stupirmi…

13 08 2015
daniele santini

ciao aeon, vorrei solo informarti che fino all’età di 47 anni vivevo almeno 2 o tre mesi all’anno tra penicilline, antibiotici e altri medicinali…mangiavo di tutto….., sin da quando avevo 24 anni ho sempre studiato nutrizionismo per passione personale, prendevo integratori….alimenti bio.. sport…. ma stavo sempre male…bronchiti, dolori addominali,,,,parodontite….alitosi..dolori articolari…..flemmoni tonsillari a go go cistiti e chi piu ne ha piu ne metta…..per scommessa ho iniziato un percorso vegano…poi vegan crudista…..ora vegan crudista fruttariano (fruttariano al 70%)…. e credimi al di fuori delle opinioni di tutti i dotti medici e sapienti ho scoperto la salute vera……ora ho 52 anni non mi ammalo mai (da oltre quattro anni), e se puo interessarti anche la sessualità ha raggiunto picchi che non provavo neanche a 30 anni….non sono un salutista….fumo, bevo alcolici e suer alcolici….faccio tardi la notte…..ma coi succhi della natura i recuperi sono rapidissimi……non ascoltare nessuno…neanche a me ….devi solo provare…..costa poco….comq sempre di meno dei farmaci della carne del pesce e dei formaggi ….ti bastano due o tre mesi…..ma fai molta attenzioni ai siti vegani sono pieni di bufale….io seguo la scuola dei MEDICI IGIENISTI NATURALI ITALIANI…..che Dio li benedica!…..non devi pagare nulla.e questo dovrebbe farti riflettere….spero tanto tu lo faccia.
Nota bene: la parodontite, iniziata con forma molto aggressiva all’eta di 42 anni avrebbe dovuro farmi cadere tutti i denti entro circa 10 anni…..ora ne ho 52 e mastico divinamente….il mio dentista è rimasto sorpreso.

13 08 2015
lostranoanello

E ora che abbiamo anche la testimonianza del miracolato, che effettivamente era il pezzo mancante, siamo pronti per organizzare i primi pellegrinaggi a veganolandia.

14 08 2015
Aeon

Ho smesso di credere alle favole da ormai molti anni.

17 06 2016
Patrizia

Sono diventata ehretista da circa due anni,il risultato che sto benissimo,ho fatto l’esame del sangue con un risultato davvero eccellente!!!
Con il sistema di guarigione della dieta senza muco🍓🍒🍉

18 06 2016
lostranoanello

lol

22 02 2015
Arbieri

L’argomentazione sui primati che mangerebbero insetti o foglie è parziale, primati frugivori messi in condizione di scegliere, con ricca disponibilità di frutta scelgono solo quella. Noi umani generalmente possiamo scegliere. A tal proposito cito un vecchio commento non mio ma preso da facebook, salvato tempo fa e conservato.

“Tralasciamo il piano digestivo e ciò che fa bene o che fa male.
Tabula rasa di tutto ciò che abbiamo appreso dall’infanzia.
Per capire davvero quale sia il vero cibo dell’essere umano basterebbe prendere qualsiasi neonato di specie umana di qualsiasi provenienza etnica, e, appena finito il periodo dell’allattamento, piazzarlo su di un bel prato verde soleggiato e circondarlo di qualsiasi cibo, di provenienza e derivazione animale e vegetale della massima qualità e freschezza, ovviamente tutto crudo e scondito, mettendolo in condizione di libera scelta.
A quel punto, il piccolo cucciolo d’uomo, che farà?
Senza nessuna conoscenza, nessuna ricerca o studio scientifico, nessuna istruzione che lo possa guidare, gli rimarrà solo e soltanto il suo istinto che tradotto sono vista, tatto, olfatto, gusto, palato, che lo guiderà verso ciò che per lui sarà più appetibile, più buono al gusto, così come fanno tutte le specie in natura senza nessun tipo di istruzione e insegnamento sanno benissimo cosa è più adatto per la loro specie.

Ora è facilmente intuibile che qualsiasi neonato preferirà un bel mango maturo a una carota, che risulta dura, troppo fibrosa, poco gestibile, un’infinita masticazione ( i tocchi interi di carota sono fastidiosi da mandar giù e non si sciolgono in bocca come un mango, una pesca, una banana) e oltretutto è poco dolce rispetto al mango profumatissimo e di buon sapore aromatico-dolciastro, è intuibile che preferirà una piccola banana di quelle mini, burrose (chi le ha provate ai tropici, Asia, Africa, Sud America sa di cosa si tratta) rispetto a un pezzo di qualsiasi carne cruda di qualsiasi animale, ovviamente non carne frollata, di giorni, cotta, condita, cucinata, ma cruda recente come praticamente tutti i veri carnivori fanno.
Il pezzo di carne in questione al nostro povero neonato risulterà praticamente immangiabile, vuoi per la dentatura inadatta a morderla perché durissima, vuoi per il sapore che risulta amarissimo, nauseabondo, vuoi perché i neonati umani non amano vedere il sangue, vuoi per tutti i motivi del mondo ma è impossibile che scelga il pezzo di carne trascurando il fico, la pesca, la bananina o un altro frutto succoso.
Così come sceglie il fico, sceglie un kako e non sceglie una mosca o una libellula o una foglia di qualsiasi verdura perché è amara non appetibile come un frutto, potrebbe in qualche modo masticarla è vero, cosa che non potrebbe fare facilmente con un chicco di grano, di riso, di fagiolo, o di altro seme, (i cereali sono semi), ma il sapore, la consistenza, l’odore di qualsiasi uovo, di qualsiasi foglia o di qualsiasi erba o di qualsiasi seme o di qualsiasi tubero o radice, di qualsiasi infiorescenza, non possono minimamente e lontanamente essere comparabili per qualità alla consistenza, all’odore, al sapore della polpa di un buon frutto maturo che risulta buonissimo così com’é, e mangiabile in quantità senza necessitare nient’altro, ed è proprio su questo che ci dobbiamo basare: su quello che è “buono così com’è”. E per l’essere umano di buono e appetibile così com’è da farne un pasto intero c’è soltanto la frutta.
Capace di soddisfare e di non dar fastidi di nessun tipo.

La frutta contiene tutti i sapori, e le emozioni gustative, l’acido, il dolce, l’amaro, l’astringente, il salato, il grasso, l’umami.
Per l’occhio umano è attraente perché vibrantemente colorata, accesa, vivace, spesso di buon odore, morbida al tatto, scioglievole in bocca, succosa, dissetante, saziante e altamente digeribile come nessun altro alimento crudo.

Mentre al cucciolo di leone risulterà, forse, più appetibile il pezzo di carne grondante di sangue, le interiora di un animale, ignorando la mela accanto.
Un vitellino sceglierà fra le varie varietà di erba disponibili e ignorerà completamente le carni, le noci, i pompelmi e le mele, per capirsi.
Insomma senza entrare nel merito delle questioni di chi è carnivoro e chi no, erbivoro o frugivoro, se si vuole seguire la guida naturale dobbiamo seguire il gusto verso quello che è appetibile e gestibile allo stato naturale e non alterato, adulterato, manipolato, altrimenti anche le mucche mangiano il sale, farine di mais, o ancora peggio farine animali, anche gli esseri umani mangiano il sale, le farine e i loro derivati, ma ovviamente siamo fuori completamente dal contesto naturale.”

(Lorenzo Donati, settembre 2013)

22 02 2015
lostranoanello

Non è vero che scelgano solo quella, scelgono prevalentemente quella. Inoltre, se parliamo di condizioni naturali, le condizioni “naturali” non sono certo di grande abbondanza di tutti i cibi sempre e comunque, tutt’altro. L’organismo è ampiamente adattato per far fronte alle carenze, come dimostra tutto il danno che fanno gli eccessi nella società occidentale. Di mammiferi che sopravvivano senza andare incontro a carenze mangiando solo frutta, o meglio nettare, ci sono solo alcuni fruit bats, e ti ribadisco, anche loro integrano con insetti. C’è solo un genere di pipistelli, non ricordo quale ma forse posso ritrovare il paper, su cui siam quasi certi che non mangi neanche insetti. E in effetti nutrizionalmente parlando il suo funzionamento è un po’ un mistero, perché la frutta non è un pasto completo.
Ma questa è un argomentazione sbagliata anche per altre ragioni, innanzitutto per il metodo (questione che già spiegavo nell’articolo) ovvero quello di pretendere di astrarre l’uomo dalla cultura, che è il suo contesto naturale. Il fraintendimento fondamentale è nel concetto di “naturale” applicato all’uomo; è dall’Olduvaiano, due milioni e mezzo di anni fa, che gli ominidi producono strumenti; non si può pensare che questa capacità e il collegato incremento nell’encefalizzazione non abbia avuto influenza sull’evoluzione del genere Homo e di Hommo sapiens. Il contesto naturale dell’uomo non è un neonato da solo nella giungla con la possibilità di scegliere fra un frutto e una carogna, è una comunità complessa e civilizzata in grado di cacciare, raccogliere, coltivare e produrre strumenti, e che è lei ad occuparsi di nutrire il neonato. Quindi è un argomento sbagliato nel metodo. Oltre che nel merito per il fatto, su cui tutti i nutrizionisti concordano, che un bambino che si nutra solo di frutta andrà incontro a carenze gravi, non ultima la B12; gli stessi vegani fanno ampio uso di integratori di B12, figuriamoci i fruttariani. Che poi la frutta sia ricca di umami è obbiettivamente un’altra cosa falsa. Certo, del glutammato lo conterrà anche la frutta, ma non è mai nella stessa quantità in cui è presente nella carne. Infatti nel Panda, l’unico degli ursidi che non è onnivoro e dunque non mangia carne, il recettore dell’umami è assente (alcuni pensano che proprio una mutazione non-funzionale nel gene peril recettore umami possa aver determinato il passaggio alla dieta vegetariana nel panda). Se in realtà vogliamo parlare del senso del gusto, l’umano dispone di una set enorme di recettori gustativi, paragonabile per varietà non a carnivori, non ad erbivori, non certo a frugivori esclusivi (pipistrelli); in effetti, il range gustativo dell’uomo depone più di ogni altra cosa a favore dell’onnivorismo. La capacità molto spiccata dell’uomo di distinguere l’amaro e tipi diversi di amaro, ad esempio, indica una componente foliivora notevole: sono le piante ad essere amare, non i frutti, e l’amaro spesso indica un certo livello di tossicità, quindi saperlo riconoscere è un autodifesa necessaria agli erbivori. Mi meraviglio che si possa dire una cosa così palesemente false come che la frutta contiene l’intero range di gusto. Certo, potenzialmente, in minima parte, può stimolare tutti e cinque i gusti, ma questo può farlo anche la carne; ciò non toglie che nella carne prevalga nettamente l’umami, esattamente come nella frutta il dolce schiaccia praticamente tutto il resto. Fra l’altro, sempre per parlare di natura, mica l’uomo primitivo aveva il supermercato per poter comporre la propria dieta di avocado e frutta secca per i grassi, banane per il potassio, albicocche e longan per le proteine eccetera. L’uomo si è evoluto nell’ambiente di savana, è un ambiente estremamente poco accogliente e che richieda grande adattabilità dietetica.
Se ti interessa approfondire questi argomenti, comunque, segui il link che ho messo nell’articolo, porta ad un sito che confuta molto efficacemente anche questi altri argomenti. Ciò detto, però, l’argomento centrale dell’articolo regge tutto: non esistono primati “fruttariani” in natura. Poi in laboratorio puoi fargli fare mille cose; se è per questo in laboratorio puoi anche far fare la metamorfosi all’Axolotl, ma non fa testo.

23 02 2015
Arbieri

Sul fatto che esistano o meno altri esseri viventi fruttariani o primati fruttariani che importanza ha?Abbiamo molto in comune ma non discendiamo dalla scimmia.
Concentriamoci sull’essere umano: la sua anatomia è biologicamente e fisiologicamente fruttariana? La risposta è sì. Perché ? Si potrebbero citare migliaia di fonti che lo confermano, che parlano di anatomia comparata, e dimostrano la natura biologica-fisiologica fruttariana, dimostrano come pelle umana, dentatura umana, mandibola, saliva, lingua, stomaco, intestino, sangue, vista, mani (col pollice opponibile per un’ottima manualità nel raccogliere) siano di un essere vivente strutturato per nutrirsi di frutta, per digerire frutta, per raccogliere frutta, siamo una macchina corporale perfetta per questo compito, (massima energia ricavabile/minimo sforzo), non per brucare l’erba non siamo ruminanti non abbiamo organi digestivi adatti, poi ci darebbe poca energia con tantissimo sforzo, non siamo fatti per beccare semi e granaglie, non per mangiare radici e tuberi, non per affossare artigli (che non abbiamo), zanne o denti aguzzi (che non abbiamo) su corpi di altri animali la cui pelle è troppo dura, il sapore disgustoso, la digestione pressoché impossibile.

Poi c’è una domanda semplice alla quale nessuno risponde: esiste almeno un testo scientifico, non dico venti ma uno solo, che non sia mezza pagina del sussidiario di terza elementare che avvalori la tesi della struttura anatomo-fisiologica onnivora della specie umana?
La risposta è no.

Io non vorrei citare D’Elia, Cuvier, Walker e altri basta solo vedere un piccolo video di un uomo che addenta un coniglio e uno che addenta una mela per rendersi conto di come sia impossibile la tesi onnivora per noi esseri umani.

Qui la pagina dove è presente il video con il tizio che cerca di mangiare un coniglio:
http://contiandrea.com/2014/06/05/dibattiti-disarmanti/

Ecco qualche link tra i quali, il primo veramente interessante dove tra l’altro cita i gorilla a San Diego:
“.. i gorilla, se veniva loro somministrata frutta in abbondanza, non mangiavano più il foraggio; insomma il gorilla, messo in condizioni di scegliere tra foraggio e frutta, non manifesta dubbi e sceglie la frutta”

– L’uomo non discende dalle scimmie
http://www.fruttariani.it/luomo-non-discende-dalle-scimmie

– L’uomo: Animale onnivoro o fruttariano?
http://www.vegetariani-roma.it/archives/21

Poi, stiamo parlando di cibo ideale, adatto all’essere umano, cioè quello che chi fa vivere più a lungo senza ammalarsi mai, non confondiamo con l’adattabilità a un veleno. Ci sono milioni di fumatori, alcolizzati, mangiatori di carne, dolciumi, pastasciutte, eroinomani, cocainomani che campano più o meno vari decenni, non vuol dire che siamo naturalmente predisposti ad accogliere eroina, alcol, pasta, pane, salumi nel corpo, è vero in qualche modo è il tossificante è sopportato, non avviene una morte fulminea ma vengono prelevate fonti preziose e riserve di sali minerali, acqua ed energie dal corpo nel tentativo di diluire, espellere e sbarazzarsi di tali veleni, che provocano accumulo di tossine, muco, malattie, invecchiamento precoce e morte prematura, cosa che negli animali non avviene se si nutrono del proprio cibo specifico per la loro specie.

Non citiamo i vegani, è innegabile , si nutrono meglio di chi mangia anche carne e derivati, ma non si nutrono totalmente del cibo specifico umano (che rimane la frutta), per questo in molti casi continuano ancora ad ammalarsi, ad avere carenze e altro.
Quindi non tiriamo in ballo altri stili alimentari che non prevedano solo frutta, altrimenti facciamo un gran polverone e non se ne esce.

Quando dici:
“pretendere di astrarre l’uomo dalla cultura, che è il suo contesto naturale.”

La cultura non è il contesto naturale dell’uomo.
Siamo animali tropicali, e la nostra anatomia, perché sempre di questo che trattiamo, è disegnata per vivere ai tropici al caldo mite, non eccessivo; vestiti, termosifoni, case, muri, e altre forme di riscaldamento artificiale sono una forma di adattabilità, altrimenti l’uomo muore di freddo, altro che cultura, quello è un argomento secondario, non c’entra niente con l’anatomia, che è rimasta quella di milioni di anni fa, ovvero tropicale e fruttariana.
Tutte le forme per scaldarsi artificialmente sono forme che permettono di sopravvivere, così come la cottura e la cucina divenute in seguito anche un fenomeno culturale sono una forma per permettere di mangiare ciò che al suo stato naturale non mangeresti mai, perché disgustoso, o nel caso della verdura o dei semi non riusciresti mai a farne un pasto intero tutti i giorni per tutta la vita.
Ecco che la lattuga diventa accessibile con il sale, con l’olio, con limone o aceto, la carne diventa edibile se frollata, cotta, fritta, cucinata, con olio, spezie, condimenti e soprattutto con sale (onnipresente e praticamente indispensabile su quasi tutti i non-cibi, la buona frutta succosa invece non richiama la necessità di alcun aggiustamento o correzione o cottura, è perfetta così com’è.

La cosa curiosa è che praticamente tutti pensano di scegliere cosa mangiare e quindi andare dietro un proprio istinto quando invece praticamente tutti gli uomini sono stati allevati dall’infanzia con non-cibi tossificanti che danno estrema dipendenza e assuefazione al pari di altre droghe psicoattive, anzi la dipendenza è maggiore in un certo senso.
Facciamo un esempio.
Viene trovato un animale addormentato, sconosciuto fino ad oggi, mai visto. Viene portato in salvo e c’è da scoprire di cosa si nutre. Per quale cibo la sua anatomia è predisposta.
Bisogna metterlo a disposizione di una rosa di alimenti e vedere verso quale si dirige, verso quale viene attratto e verso quale continua nel tempo ad alimentarsi.
Secondo te come si procede, con gorgonzola, lasagne, pizza e tiramisù, con vino, caffè e nutella? Matriciana e peperonata?
Zuppa di cipolle e patate arrosto?
Se sceglie crema di arachidi o nutella è nutellariano? È quella la sua anatomia?

Secondo te il corredo anatomico e l’apparato digerente di un essere vivente è predisposto per una certa creazione culinaria o per un alimento allo stato brado che sia esso di origine animale o vegetale?

Anche ai topi se viene somministrato tè, caffè, cocaina, la ricercano nel tempo molto assiduamente ma non risulta in nessun modo che siano adatti a loro.

La cucina e la cuttura è un fatto recentissimo nella storia dell’uomo.
Non confondiamo attitudini, invenzioni, creazioni recentissime con un’anatomia che ha alle spalle milioni di anni. E non poteva certo “prevedere” e “programmarsi” per queste strane recentissime invenzioni.

A qualsiasi animale se viene dato un cibo non adatto alla sua specie ma cucinato, cotto, elaborato, modificato, adulterato, condito, speziato, trasformato in qualche modo da farglielo piacere, ne va ghiotto. L’essere umano ne è un esempio. Ma non significa che suddetto cibo trasformato sia adatto a lui. Al suo motore corporeo trasformatore di cibo in energia.

Sì che esistono frutti con gusti e restrogusti amari, e non sempre l’amaro è spiacevole al palato, in più spesso ciò che è amaro pare addirittura aiutare il fegato, cito fra i più noti il pompelmo, il cedro, il pomelo, il famoso chinotto e tanti altri agrumi dal sapore spiccatamente amaro, molte bucce edibili di molti frutti soprattutto tropicali sono amare, alcune varietà di peperone, alcune varietà di peperoncino, la karela forse uno dei frutti più amari, l’amla e un’altra varietà particolare di cetriolo. Sono solo alcuni.

Ripeto nella frutta si trovano tutti i sapori compreso l’umami, di cui il pomodoro tanto per citare un frutto comune ne è ricchissimo, il durian.
In nessun altro alimento si trovano tutti i sapori, tra l’altro c’è anche il piccante se si vuole.
In nessun altro alimento troviamo i sette elementi necessari alla cellula, proteine, lipidi, carboidrati, vitamine, acidi nucleici, acqua, sali minerali.
Anche per questo la frutta è un alimento completo.

Sulla B12 e carenze varie sono tutte storie e studi compiuti su onnivori, vegetariani vegani, che poi esistono anche vegani da pizze, patatine fritte e cocacola e burro di arachidi.. vegetariani che si abbuffano di formaggi.. poi dietro a questi valori prefissati c’è la FDA che ha raddoppiato i limiti minimi da 80 a 160 e lascia come minimo 30mg/die di vitamina C chissà perché.
E al limite se si è carenti pur mangiando molta frutta è perché c’è qualche falla nel corpo nei processi di assorbimento e trasformazione, spesso il muco accumulato negli anni nell’intestino ne è responsabile, parassiti e altre conseguenze protratte negli anni di cattiva alimentazione, che non possono di certo essere cancellati in poco tempo.
Le carenze sono presenti anche in soggetti onnivori, quindi non è un problema di ciò che entra ma come lavora il corpo. In soggetti addirittura crudisti a prevalenza frutta i valori sono generalmente ok.
I bambini che non hanno mai mangiato carne e non hanno mai mangiato cibo cotto in genere godono di ottima salute.
Ecco alcuni esempi:
Gioiso, vivace e in salute
https://m.youtube.com/watch?v=g7g21ADnrq8

Fruit Fest 2014
https://m.youtube.com/watch?v=qZ0MMs9Y4Vg

Da notare come anche a due anni ci sia un’innata manualità e dimestichezza con la frutta.
https://m.youtube.com/watch?v=Wq430JFpi7M

23 02 2015
lostranoanello

Iniziamo a spararle grosse…
dunque, ti ho già linkato nell’articolo un sito che confuta tutte le presunte caratteristiche anatomiche “da fruttariano”.E’ una posizione insostenibile, infatti tu non la sostieni: non hai citato uno degli argomenti in tal senso, perché semplicemente non esistono.
Il fatto se esitano o meno altri mammiferi fruttariani è FO-NDA-ME-NTA-LE per decidere se l’uomo avrebbe un’anatomia da fruttariano: altrimenti come definisci gli standard della “anatomia da fruttariano”?
Poi non ho idea del perché tu ritenga che citare Cuvier, uno scienziato ottocentesco antievoluzionista, possa avere qualche rilevanza in un dibattito scientifico odierno.
A proposito de “l’uomo non deriva dalla scimmia”…. attenzione a non cadere nella trappola: non deriva dalla scimmia perchè E’ UNA SCIMMIA, anche se Darwin per prudenza non la mise in questo modo. La sua evoluzione, se vuoi portarla su quel terreno per te pericolosissimo, è passata attraverso una fase molto precoce di alimentazione principalmente granivora (come evidente dall’alto livello di molarizzazione delle australopitecine), per poi adattarsi successivamente, agli albori del genere Homo, alla nicchia ecologica del carnivoro saprofago. Ah, non sono sorpreso che tu non abbia mai letto un testo scientifico che parla dell’uomo come onnivoro, visto che mi sa che non hai mai letto un testo scientifico. Basta qualsiasi testo di paleoantropologia, e dico veramente qualsiasi. Che so, “paleoantropologia”, di Giorgio Manzi.
Ciò detto, visto che il mio argomento più importante, e cioè che IL CONTESTO NATURALE DELL’UOMO E’ LA CULTURA, non l’hai confutato ma ti sei limitato a dire “è falso” senza spiegarci perché dovrebbe e a ribadire le tue posizioni, lo ribadisco anche io: sai da quanto è che l’uomo (o i suoi antenati per lui) usa gli strumenti? Ripeto: DUE MILIONI E MEZZO DI ANNI. Questa non è una tempo storico, una scala di sviluppo storico; è una scala di sviluppo biologica-evolutiva; la biologia in due milioni e mezzo di anni SI MODIFICA PESANTEMENTE. Gli strumenti hanno letteralmente modificato la nostra biologia. Infatti bisogna essere pessimi osservatori per pensare che il nostro pollice opponibile sia rudimentale come quello dell’orangutan… il nostro pollice opponibile non serve a raccogliere frutta, anche se sicuramente può fare anche quello; si tratta di uno sviluppo specifico, raffinato ed esclusivamente umano, finalizzato alla costruzione di strumenti, esattamente come il rostro della zanzara è un adattamento specifico della zanzare per succhiare il sangue. Non si può separare l’uomo dagli strumenti che usa; e per la precisione i primi strumenti, quelli dell’industria di modo 1, servivano a scarnificare le carogne e se ci dai un’occhiata vedrai che non potevano essere usati per molto altro (anche se avevano un estremità piatta che in teoria poteva essere usata per schiacciare, e quindi per sfibrare verdure coriacee e semi).

E la frutta non è il cibo ideale perché l’uomo se lo procuri; è semmai, più in generale, il cibo semi-ideale per un essere fisicamente inetto, come effettivamente è l’uomo (dico semi-ideale e non ideale perché tutte le scimmie frugivore hanno anatomie da arrampicatori, ovviamente, e noi evolutici nella savana dove di frutta non ce ne stava tanta e alberi anche meno, non abbiamo manco quella). Fisicamente parlando, l’uomo è un animale assolutamente inetto; eccetto il succitato pollice opponibile non ha nessun adattamento fisico utile nell’ambiente selvaggio (selvaggio NON SIGNIFICA naturale, l’uomo è naturalmente civilizzato, non naturalmente selvaggio), quindi se astrai l’uomo da quello che da milioni di anni è il contesto naturale suo e dei suoi antenati, ovvero la cultura, quello che ti resta è come una zanzara a cui tu abbia tolto il rostro, un essere inetto. Per un essere inetto indubbiamente il frutto è una delle cose più facili da procurarsi, anche se sicuramente un sacco di foglie, radici, uova, insetti e carogne potrebbero con pochi adattamenti rientrare perfettamente nella dieta. Non è vero che l’uomo sia adattato per la frutta, infatti non è in grado di arrampicarsi con efficienza anche lontanamente paragonabile a quella delle scimmie frugivore, né tanto meno ha i denti del pipistrello per succhiarne il nettare; semmai è vero che la frutta in generale è un cibo facile da procurarsi. Dopo un po’ addirittura cade da sola dall’albero, chiunque può aspettare che gli cada una mela in testa, ma mica solo l’uomo, è facile per tutti.
Ribadisco, è il metodo che rasenta la pazzia: non ha nessun senso fingere che l’uomo non sia sociale, civilizzato e utilizzatore di strumenti perché queste sono cose che della sua biologia fanno parte e sulla sua biologia hanno influito e influiscono.
Se vuoi riprodurre il contesto “naturale” dell’uomo tanto per cominciare non lo tieni da solo ma in una comunità, quindi ci servirebbe tipo un’intera comunità di uomini selvaggi, e poi vedi cosa fanno in natura. Ma abbiamo già la risposta, no? Tempo due giorni e iniziano un’evoluzione culturale, a costruire strumenti eccetera. Per portare avanti le vostre teorie voi fruttariani dovete iniziare a fare certi capitomboli mentali assolutamente folli, iniziando a fare thought experiments sempre più astratti. Dobbiamo immaginarci tipo un bambino di quattro anni solo in un grande prato verde che deve scegliere fra rincorrere un coniglio e magiare un frutto… Ma quando mai in natura una madre umana abbandonerebbe un suo cucciolo a cercarsi il cibo da solo in un ambiente ostile? Non c’è niente di meno “naturale” di una situazione così, e a dire il vero nessun animale in natura dispone di distese sconfinate di cibo per permettersi di scegliere quello che più gli aggrada. Infatti quando succede, tipo oggi, inizia a diventare obeso. Non saremmo sopravvissuti due giorni alla selezione naturale se le nostre madri non avessero un istinto parentale mille volte più sviluppato dell’esperimento mentale di Mowgli, è la madre a procurare il cibo al neonato, in natura, e la madre può coltivare, cacciare, macerare e schiacciare i cibi che fornisce al figlio. E poi, un bambino di quattro anni ad arrampicarsi sugli alberi per raccogliere frutti ce lo vedo molto di meno che ad aggredire una carogna già morta.
La verità è che al massimo si può parlare di ambiente “primitivo” o “selvaggio” dell’uomo, non di ambiente “naturale”. Solo che per vedere cosa mangia l’uomo in un ambiente primitivo, ma comunque civilizzato, basta guardare le tribù di cacciatori e raccoglitori, che tanto per cambiare sono onnivori. Eh no, non vanno bene, giusto? Manco loro sono abbastanza “naturali”. Questo perché di fatto quando parlate di “stato naturale” per l’uomo parlate di una cosa che non solo non è naturale, ma non è mai neanche esistita, una pura astrazione di pensiero in cui calate, peraltro, tutte le fisime alimentari che sono proprie dell’uomo civilizzato. Paradossalmente, una situazione che per l’uomo è apoteosi dell’innaturalità. L’uomo non ha mai avuto bisogno di usare gli artigli e le zanne per cacciare e scarnificare la preda, ha sempre potuto usare gli strumenti. Cert, dopo due milioni e mezzo di anni di encefalizzazione, pollice opponibile e uso di strumenti adesso senza strumenti è un po’ in difficoltà perché il suo corpo non sa fare praticamente nient’altro; ribadisco, è come togliere il rostro a una zanzara o lo zoccolo a un cavallo. Sorprende semmai che anche così possa mangiare carne cruda, e soprattutto pesce crudo. Ti devo postare un video di Bear Grills come documento scientifico? Oppure ti accontenti del sushi in un ristorante giapponese? Al massimo della crudeltà ti metterei la mia foto mentre mangio una fiorentina di due chili. Praticamente tutta cruda XD

Sul concetto di “dipendenza” non sei molto ferrato. Potenzialmente QUALUNQUE COSA DA’ DIPENDENZA. Non solo il fumo o la droga, ma anche il sesso, i massaggi, l’amore, l’attività fisica, il gioco d’azzardo, perfino il dolore fisico. I meccanismi della dipendenza sono generali, qualsiasi cosa, salutare, neutra o nociva che sia, che possa dare piacere può dare vita ad una dipendenza psicologica, e curiosamente, anche il dolore in certi casi può dare piacere (es. autolesionismo).
Certo ci sono alcune sostanze che si definiscono “addictive”, ovvero che hanno una tendenza maggiore di altre a dare di dipendenza e quindi danno crisi di astinenza. Si tratta di sostanze psicoattive e che hanno dunque una neurobiologia molto particolare, parliamo appunto di sostanze come nicotina, cocaina, morfina, eroina, metanfetamine, che interagiscono direttamente con specifici recettori nel cervello. Tuttavia pensare di mettere qualsiasi alimento normalmente facente parte dell’alimentazione umane in questo gruppo è assurdo. Che la buona cucina possa dare dipendenza psicologica è sicuro, il che ci conferma appunto che è buona. Un minimo di dipendenza, nel senso di “farne a meno diventa difficile”, è tipico di tutte le cose piacevoli. Basti pensare al sesso…

A proposito di piacevolezza, visto che il piacere è uno dei temi centrali della neurobiologia di cui io mi occupo, ti spiego un’altra faccenda: l’uomo è una scimmia, e le scimmie hanno una neurobiologia molto complessa ed evoluta, estremamente versatile. Per esempio hanno una grande capacità di adattare la propria risposta edonica a circostanze mutate. Per questo, ad esempio, è possibile insegnare alle scimmie a provare piacere se subiscono una piccola scossa elettrica (ovviamente deve essere piccola, appunto). Il piacere nel gusto amaro è uno di questi adattamenti effettuati a posteriori. Si può imparare a trovare piacevole l’amaro, ma questo avviene sempre, quando avviene, in seguito ad abitudine ed educazione del palato, ovvero quando l’amaro viene associato a un gusto generalmente piacevole (ad esempio nelle cime di rapa l’amaro è molto leggero, e il gusto per il resto è molto buono), oppure perché si ricollega l’amaro a un’idea di salubrità del cibo che ci fornisce una certa soddisfazione psicologica; il tipico “mangia la verdura che diventi forte” (quindi una questione di educazione ricevuta). Ma l’amaro di per sé è un gusto “cattivo”, evolutivamente concepito per repellere. La varietà genetica fa sì che in alcune persone questa repulsione sia attutita, col risultato che imparano a trovare piacevole un certo livello di amaro; in alcuni casi non avviene mai, perché la genetica vi va troppo potentemente contro. Per esempio io non riesco neanche a bere il caffè perché l’amaro mi fa troppo schifo e non sono mai riuscito ad adattarmi. Ma che l’amaro sia originariamente un gusto “buono” è palesemente falso, la maggior parte della gente non lo ama e se lo sopporta lo sopporta in dosi molto limitate. E d’altro canto, se davvero l’amaro fosse “buono”, perché le piante invece avrebbero fatto i loro frutti quasi tutti DOLCI? Li hanno fatti dolci per attrarre, l’amaro è fatto per repellere. Sempre in ottica evolutiva, se noi fossimo fatti solo per mangiare frutti, a che ci servirebbe una così spiccata capacità di riconoscere l’amaro, che si trova quasi solo nelle piante? I frutti sono quasi tutti innocui e quasi tutti dolci. Il nostro set di recettori gustativi depone più di ogni altra cosa a favore dell’onnivorismo, ma se anche si volesse rigettare questa tesi… per favore, addirittura invertirla sostenendo che la frutta è seriamente rappresentativa di tutto il set di gusti che l’uomo può recepire è ridicola: è quasi tutta dolce, a volte un po’ agre, quasi mai amara, mai umami. Sbilanciatissima, bisogna avere il cervello lavato per negare una cosa così evidente.

Comunque, ti devo chiarire un punto: io per discutere con un interlocutore di certe questioni richiedo che ci sia un minimo di base comune. Ti ho sentito nominare il “muco”, il che evidentemente ti identifica come un seguace della pseudoscienza ehretista.
Io sono uno scienziato, non uno pseudoscienziato, e l’unico muco che conosco è quello delle lumache o quello del naso. Se parti da presupposti antiscientifici, risparmiati la fatica di tentare di convincere me o i miei lettori perché qua si discute su presupposti scientifici e dimostrati.

27 07 2015
Alessandra Gualandi

Boh, trovo il manzo crudo buonissimo. Sì, anche scondito. E detesto spezzatini e stracotti. E prediligo la verdura alla frutta. In particolare le verdure amare. E amo mangiare le carote crude, a morsi, fin da bambina. Forse sono rettiliana…

2 08 2015
CirithThalion

Rettilconsorella, ti saluto. Ci si becca al bar Ubereptyle nella galassia della Grande Nube di Magellano per una scarotata insieme?

27 07 2015
Anpercy

Immagino che la certezza che un primate scelga solo frutta se ha ampia scelta le venga dalla sua diretta osservazione di tali animali in natura.

28 07 2015
hirundoarvensis

Infatti non abbiamo i strumenti ne il fuoco.

2 08 2015
CirithThalion

Tutto bello e tutto colorato; ma è stato testato? Se sì, su quanti bambini? mandaci qualche fonte. La carne è dura? Forse qualche tipologia, come anche le mele e le pere sono dure. Se mai avrai un figlio, ti prego, fai questo test registrando un video e faccelo vedere, son curiosa di sapere come andrà a finire.

23 02 2015
ilmentitore

tanta stima per te, ma continuo a non capire perché rispondi a certe assurdità…
🙂

23 02 2015
lostranoanello

Per non lasciare un vuoto di informazione. La gente che si mette a cercare su google roba tipo “fruttariano” non deve trovare solo siti pseudoscientifici, ma anche informazione seria.
Quelli che invece si son già fatti un’idea soffrono della famosa persistence of belief, ovvero mantengono la convinzione per principio quindi difficile che cambino idea.

5 05 2015
Mons Colombo

Grazie.

27 07 2015
Vale

Comunque mia madre mi racconta che quando avevo circa un anno “rubai” un pezzo di formaggio da una bancarella ed iniziai a mangiucchiarlo allegramente (ero nella carrozzella quindi mia madre non se ne accorse subito), alla faccia della scelta più naturale

27 07 2015
Alessandra Gualandi

Conosco una che si attaccata coi denti ad una salsiccia appesa in macelleria, dal passeggino…

27 07 2015
Alessandro

Certo che é una bella lotta, un neurobiologo che cita testi scientifici contro un nonsisabenecosa che linka video di YouTube. Sono veramente indeciso.

27 07 2015
lostranoanello

Ahaha… mi raccomando, scegli con saggezza 😛

28 07 2015
Ambrogio Loktar Di Renzo

Vorrei far notare che l’uomo E’ una scimmia.

La scimmia nuda, per l’esattezza.

10 09 2015
Paolo

SOno fruttariano al 90% e resto vegano crudista. Da 1 anno. Ho riportato il colesterolo da livello pericoloso alla norma. Ho ripulito il fegato e la dottoressa e’ rimasta a bocca aperta. corro tutti i giorni e sto benissimo. COmincio a rifiutare con disgusto i cibi crudi (mi sembra un’assurdità cucinare le verdure!). Ho letto le varie opinioni. Ovviamente comprendo lo scetticismo, anche se io sarei più rispettoso.. in fondo il ragazzo pro frutta e’ stato sempre rispettoso nei suoi commenti. A parte tutto cio’ scritto credo che il modo migliore per capire è.. provare.. Io ho provato.. e ora capisco.. Ma voi tutti siete liberi di mangiare come volete. Il problema è che inquinate molto di più e deforestate altrettanto. E probabilmente la vostra salute ci rimette.. Meditate gente.. ma pacificamente e rispettosamente.

10 09 2015
lostranoanello

Miracolato number 2. Mi pare come con l’omeopatia.

4 10 2015
Antonio

Seguite tutto ciò che vi viene propinato dai medici e dalle multinazionali. Studiate un po’ la Bibbia e forse capirete la nostra origine e la nostra alimentazione.
Ricordatevi che solo il cibo più adatto al nostro corpo ci cura e questo non è sicuramente di origine animale.
Infine. leggetevi il libro”The China Study” e dopo parlate.
Un saluto a tutti Antonio

4 10 2015
lostranoanello

La Bibbia? Sono su scherzi a parte? XD

3 11 2015
LIGURE

L’uomo moderno è socialFESSERIEdipendenteivoro, chiuso dentro le sue città di cemento, Molti Homo “sapiens” moderni, grazie alle Coop, credono che la bistecca sia un frutto che cresca sugli alberi … i Vegani animalisti, grazie ai Social Network, sono convinti di essere dei pipistrelli, ed odiano le altre persone semplicemente perchè mangiano anche carne !!! mah .. altro che evoluzione, stiamo regredendo !! sempre più soli davanti al PC a chattare sui social, ed a costruirci il nostro mondo Falso ed artificiale, sempre più lontani dalla natura, e dalle nostre origini .. adesso si diventa razzisti, e si litiga per le abitudini alimentari !! ma come siamo caduti in basso !!

23 01 2016
marco

Bah. Argomentazioni malfatte e debomissime. Premetto che non sono fruttariano e che la maggior parte dei sostenitori dell’ipotesi uomo frugivoro dice che l’essere umano per la gran parte della sua evoluzione è stato un raccoglitore e non un cacciatore. Il che vuole dire che la sua alimentazione era basata principalmente su frutta e semi. Non esclusivamente su frutta. Poi il tuo ragionamento che l’essere umano mangia carne e latticini quindi è naturalmente giusto così, non ha alcun senso. Allora dovrebbe essere naturale fumare, drogarsi, assumere alcol in modo smodato e sarebbe tutto ok perché molti uomini tendono a farlo? Non fa male? Altra cosa. Puoi considerare la cultura quanto vuoi ma se la biolgia che necessita di tempi moolto più lunghi per adattarsi è rimasta wuella. non basta certo dire che ci siamo acculturati mangiando carne per sostenere che al nostro corpo faccia bene questo tipo di alimentazione.

23 01 2016
lostranoanello

Usi uno strawman. Io non ho fatto, qui, alcun discorso etico. Ho risposto al quesito scientifico se l’uomo sia effettivamente, dal punto di vista biologico, adattato ad una dieta frugivora esclusiva. Non lo è, come dimostra proprio il fatto che mangia anche altre cose.
Se vuoi approfondimenti sul punto biologico, c’è quello che ho scritto qui nei commenti.

21 08 2016
raptor

scusa che mi permetto, ma quanti soldi ti hanno finanziato per raccontare queste bufale?? ormai stanno avanti a voi anche le casalinghe, io da quando ho intrapreso l’alimentazione fruttariana crudista, non sono più stato male, la febbre non so più nemmeno cosa è, per non parlare di bronchiti, raffrddori, sinusiti, niente, mi dispiace per te ma la gente ogni giorno dicìenta sempre di più vegana.

21 08 2016
lostranoanello

Sei adorabile 😊

25 01 2017
Steven

Ma chi scrive questi articoli spara un sacco di baggianate 😂😂,e deve avere pure interessi che noi non conosciamo per scriverle,io sono uno di quelli che, come chi ha commentato prima di me, cambiando alimentazione ha avuto dei benefici immensi,fino a 27 anni mangiavo di tutto e ogni anno avevo acciacchi vari,da 2 anni e mezzo non mangio carne e derivati cercando di seguire un’alimentazione sulla base della scuola igienista:mai più avuto un raffreddore,dolori vari, problemi di stomaco, avevo anche dei lipomi che si sono dapprima rimpiccioliti e successivamente sono scomparsi con un breve digiuno… Tutti i miei amici e conoscenti mangiano di tutto ma hanno visto solo benefici su di me e lo riconoscono solo dicono che non potrebbero rinunciare al sapore del pesce o della carne,detto ciò: provare per credere, io l’ho fatto, nonostante, come tutti cercano di inculcarti fin da piccolo, pensavo di essere pienamente nella ragione mangiando tutto.E adesso fai il tuo solito commento scrivendo che anch’io sono un miracolato😂😂😂 c’è del marcio dentro chi scrive questi articoli….

25 01 2017
lostranoanello

Perché, che t’aspetteresti, che prenda sul serio qualunque passante che mi dice di essere stato miracolato dal tofu? Buon per te se stai bene come stai, ma se uno dice puttanate antiscientifiche io lo correggo.

1 04 2017
emanuele

Dopo anni di dieta onnivora, mediterranea, dissociate, a zona, paleolitiche, sono passato a quella vegana tendenzialmente crudista, poi frutta verdura e semi. Ora posso veramente dire di sentirmi bene energico e positivo. Niente febbri bronchiti sinusite emorroidi stitichezza, solo qualche lieve raffreddore ma sopratutto tanta energia e vitalità. Provare per credere e non cpsta niente.

1 04 2017
lostranoanello

Invece ha un discreto costo in termini di sforzo e sacrificio. Oltre a non avere l’ombra del fondamento scientifico, dunque si tratta di un “provare non costa niente” simile a quello, che so io, dell’omeopatia, che “provare” ti costa centinaia di euro e non serve a un cazzo.
Poi se qualcuno vuole fare spirito di patata giocare con la dieta si diverta pure, è il suo corpo alla fine; ma non racconti cazzate tipo che “l’uomo è fruttariano” perché con le bugie ho un cattivo rapporto.

20 05 2017
13 07 2017
antonello

Questo articolo non ha senso e le argomentazioni che porta sono non solo scarse, ma addirittura ridicole. La verità la conosciamo tutti, tutti sappiamo (semplicemente riflettendoci) cosa dovremmo fare e cosa dovremmo mangiare. Ci sforziamo di non crederci solo perchè è questa la cosa più semplice, più comune e più opportunista che possiamo fare. Ma prima o poi tutti fanno i conti con la realtà…. saluti.

13 07 2017
lostranoanello

Ma daaaavveeeeroooooooooooo?
“Ridicole”…
be’, allora avanti. Controargomenta. Hai la rara occasione di far fare una figuraccia ad un PhD in medicina molecolare su un argomento che non solo è il suo (mio) campo, ma in cui, peraltro, non serve certo un PhD per rendersi conto di chi ha ragione. Non te la vorrai lasciar sfuggire, no? 😛

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