Bimbiminkia ke kiamano altri bimbiminkia

10 11 2014

Ho avuto un breve dibattito… macheccazzo dico, sono stato censurato da Mattia Butta (che è praticamente il prototipo) sul suo pregevole blog alcuni giorni fa.

Sarà una cosa da ingegneri? Quando gli dici che non sei d’accordo con loro prima ti danno del cretino e poi ti bloccano. Dopotutto hanno fatto ingegneria, è mai possibile che dicano una cosa completamente idiota?

Sì. Il fatto che siano convinti che l’ingegneria sia una specie di scienza del tutto li porta anzi a sostenere tutta una serie di puttanate colossali con particolare nonchalance. E’ veramente una cosa da ingegneri, per la mia esperienza tutti diciamo puttanate, ma le puttanate che dice un ingegnere sono particolarmente enormi e rese incredibilmente evidenti dalla sicumera con cui le propina.

Qui ne dice una:

http://www.butta.org/?p=16582.

Con adeguata ancorché sintetica mia risposta che riporta qui:

http://www.butta.org/?p=16607

Dove fra le altre cose mi dà del bimbominkia, il che è estremamente ironico visto il soggetto.

Non ha ritenuto però di approvare e riportare la mia successiva risposta, che dunque ricopio qui per completezza del dibattito:

Tu non l’hai mai sentito nominare il principio di carità, vero? Strano, sembri aver sentito nominare lo strawman (vi fai riferimento nell’ultimo commento, anche se non lo nomini; è un implicito), ma non il principio di carità.
Qualcuno ha nominato ironicamente la rozzezza ingegneristica, io la nomino seriamente, perché pensare che ogni frase di ogni discorso possa essere letta come una serie di denotazioni logiche è rozzo. E’ proprio sbagliato, è scientificamente sbagliato, metodologicamente erroneo, come tentare di studiare una supernova col microscopio. Non si sono fatti secoli di ricerca sulla retorica, sull’argomentazione, sulla linguistica, sulla comunicazione non verbale eccetera perché adesso si possano prendere frasi da un dibattito di fronte a studenti delle superiori e analizzarle come se fossero i Principia Mathematica. E’ ridicolo. Si può farlo così, per la risata, ma non si può pensare di essere presi sul serio.
L’implicito non c’è nei teoremi perché tutto assume forma di assioma, ma è la base di tutte le altre forme di comunicazione. SPECIALMENTE di quella retorica.
Ho spiegato qui
https://lostranoanello.wordpress.com/2014/10/25/bufala-omofobica-2-lamore-non-basta/
perché il discorso di Amato è scorretto, ma prima ancora che scorretto è semplicemente disonesto, perché non applica le regole di un dibattito onesto.
Quello che hai fatto in questo articolo è stato come prendere la pubblicità della Nutella “che vita sarebbe senza Nutella?”e dire, al termine di una lunga dimostrazione fitta di simboli: “Ah! Che sciocchezza! La vita andrebbe avanti benissimo anche senza Nutella e sarebbe perfettamente normale!”
Il senso dello slogan dello slogan non è che la vita non va avanti senza Nutella, solo che la Nutella è molto buona. Se non pensi sia molto buona allora spenderai le tue doti dialettiche a spiegarci perché fa schifo, non a dimostrarci che la vita va avanti anche senza, quello lo sapevamo già.
A meno che ovviamente, ribadisco, il tuo non sia uno scopo umoristico, ma a me questo articolo sembra tragicamente serio. Tu staresti davvero sostenendo che si possa analizzare una frase a prescindere dal senso più ampio del “discorso”, della “idea”, e figuriamoci se possiamo spingerci addirittura a parlare di “cultura”, che ci stanno dietro. Assurdo, semplicemente.
Comunque sei in buona compagnia, devo ammetterlo questo. Ci sono tante persone al mondo che non sono in grado di comprendere il mondo dei sottointesi, degli impliciti e dei non detti.
Si chiamano autistici.

Questo commento è ancora awaiting moderation; evidentemente non raggiunge i richiesti standard di qualità per avere l’onore di intervenire su un blogghettino un po’ sfigato. Livello di qualità che ad esempio questi due commenti raggiungono:

buttacommenti

Per inciso, “overkill” si riferisce ad una rimedio ridicolmente esagerato rispetto al danno, al punto da diventare più dannoso del danno stesso. In effetti, è appropriato.

 

Ho come il sospetto che l’alto livello di qualità consista nell’osannare l’autore come se fosse un Dio in terra. Grazie, mi terrò la mia bassa qualità.

Dopodiché, onestamente, non so se valga la pena di entrare nel merito più preciso della discussione, perché a me il tutto sembra assolutamente demenziale e non mi pare ci sia molto da aggiungere. Certo, non è vero che nella comunicazione scientifica non si dia nulla per scontato (si dà la maggior parte delle cose per scontate, si dà per scontato l’intero paradigma per la precisione), né tanto meno è vero che non si vuole mai suggerire nulla che non si sia esplicitamente detto, e questo va precisato. Moltissimi gruppi di ricerca scrivono tipo dieci paper tutti che rispondono a piccole domande scientifiche ma alla fine sono tutti improntati ad un’ipotesi di fondo più o meno implicita che si vuole arrivare a dimostrare nel lungo termine… e che tante volte è una stronzata, quindi dieci paper che si potevano buttare nel cesso.

Ma tralasciamo, pensiamo solo all’idiozia di sostenere che tutta la comunicazione possa o debba avvenire in forma scientifica. AMATO vi sembra uno che comunica scientificamente?!

In un’intervista al Giornale si contraddiceva in tre righe: prima diceva che la Scalfarotto sarebbe incostituzionale perché garantisce privilegi speciali ad una classe di cittadini, per poi dire due battute dopo che la Scalfarotto è esattamente la stessa legge che punisci i crimini d’odio contro minoranze razziali e religiose (e quindi non fornisce nessun privilegio particolare a chi protegge). Cazzo che scienziatone, che comunicatore rigoroso, che pensatore raffinato, fortuna che abbiamo gente così eh. E si notino i toni raffinati, distaccati e scientifici dell’intervista! Scalfarotto come ti permetti di criticare un genio così?

Se anche fosse vero che dobbiamo analizzare quello che si dice nel dibattito pubblico solo sulla base di criteri logico formali (che è veramente come l’esempio della Nutella), con Amato dovremmo comunque metterci le mani nei capelli.

Ma poi, Butta è un comunicatore rigoroso e scientifico?

Non so fino a che punto dare del bimbominkia a chi esprime in maniera educata e argomentata il suo disaccordo con te sia ammesso in una conferenza scientifica (probabilmente sì, visto che gli scienziati sono uomini e non calcolatori elettronici), ma leggete questo:

http://www.butta.org/?p=16679

Minchia che scienza. Praticamente famiglia è solo fra un uomo e una donna per via di un cartello su un cesso dall’altra parte del mondo. Il che peraltro è una tipica figure-of-speech fallacy.

AH NO SCUSATE LUI NON L’HA MAI DETTO QUESTO.

Effettivamente non posso cercare di capire cosa intendeva dire Butta davvero. E’ un problema, ho l’impressione che qui volesse essere ironico (non so esattamente chi dovrebbe ridere, ma va be’), ma non posso interpretare l’ironia perché dovrei cercare di capire una cosa che non ha detto. Rinuncio, evidentemente per qualche ragione a noi non chiara ma legata al suo evidentissimo esibizionismo il tipo ritiene che ci interessi come si scrive uomo e donna su un cesso hawaiiano.

Cooooomunque, per chi dovesse essere interessato ho appena verificato che il Giapponese ha un Kanji che significa famiglia, quindi la risposta alla domanda che si pone a riguardo è semplice: un family toilet non è altro che un cesso unisex, come i simboli giapponesi spiegano bene, mentre l’espressione family toilet è al massimo figurativa.

ODDIO E’ FIGURATIVA COSE NON DETTE STRAWMAAAAN

Va be’, per chi fosse interessato Butta sta progettando tutta una serie di lunghissimi articoli pieni di dimostrazioni logico-ingegneristiche che Boole je fa ‘na pippa. I titoli dei prossimi articoli:

“Sillogismi erronei”, in cui ci spiega perché tutti quelli che usano l’espressione tiramisù ci ingannano: infatti se tracciamo l’insieme degli strumenti utilizzati per sollevare oggetti e quello dei dessert al cucchiaio troviamo che l’intersezione è nulla.

“Sottoinsiemi inesistenti”, in cui ci spiega che la parola “vaffanculo” non è un insulto ma semplicemente un invito che si può accettare o rifiutare.

“Algoritmi tassonomici ridondanti”, in cui si accanisce contro polisblog che ha chiamato Berlusconi “vecchia volpe” quando chiaramente è un Homo sapiens.

“Logica proposizionale iterativa come fosse antani”, ove se la prende con Bersani. Si prevede un lavoro particolarmente titanico, sarà verosimilmente il suo capolavoro!

Vi lascio con Fallacy Man, va’…Mai stato più appropriato.

Ossequi

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16 responses

10 11 2014
Ran

Il titolo calza a pennello. Uno che va a dire sul suo blog che gli ingegneri dicono più puttanate degli altri(non so su quale basi) e che si lancia in generalizzazioni di questo tipo, deve essere certamente un bimbominkia.

10 11 2014
lostranoanello

Ma no, cherie, non è la quantità, è la qualità, lo stile! Solo un ingegnere riesce a scriverti una puttanata con 200 righe di simboli insiemistici e applicare la cosa ad un dibattito di fronte a studenti delle superiori XD

10 11 2014
Ran

Tu mi pare di capire che non sei un ingegnere ma hai scritto 600 righe di idiozie e assurde generalizzazioni nonsense, semplicemente perché un tizio ti ha bannato dal suo blog dopo che gli hai dato velatamente del ritardato (ndr autistico). A prescindere dal fatto avesse scritto un articolo superficiale o stupido, mi sembra più da bimbomikia quello che hai fatto tu.
Se io litigo con un paio di medici sul colore da dare alla facciata del condominio, non vado a dire tutti i medici sono presuntuosi idioti, perché non c’è alcun nesso tra l’aver studiato medicina e essere idioti presuntuosi con un pessimo gusto estetico…. e se lo facessi rientrerei perfettamente nella definizione slang di “bimbomikia”

10 11 2014
lostranoanello

Guarda, se vuoi vedere chi ha insultato per primo, mi sembra che la cosa sia davvero lampante… peraltro gli autistici spesso sono molto intelligenti. Tendenzialmente è del sense of humor che mancano, come mi stai confermando una volta di più… ma se vogliamo restare nel tuo campo ed essere seri, la mia battuta sugli ingegneri occupa otto righe.
Il prossimo articolo invece sarà su quanto sono permalosi e delicati gli ingegneri, se vuoi te lo intitolo! 😀

10 11 2014
Ran

Io non sono un ingegnere, non c’è mica bisogno di esserlo per trovare ridicole certe affermazioni, ancor più se consideriamo il titolo del post.
Dovresti rivedere i criteri che usi per etichettare la gente, non mi sembra funzionino.

10 11 2014
lostranoanello

Dai dai dimmi che lavoro fai, non voglio intitolare il prossimo post “deficienti a caso”, devo connotarti!

Aspè, ma non sarai mica il solito? Dai che noia se è così…

10 11 2014
Ran

Oh è già partito un insulto? Anziché sforzarti a connotare e insultare prova a comportarti da persona intelligente anziché sforzarti a fingere di esserlo. Non basta leggere qualche libro e farsi pipponi mentali su un blog per considerarsi tali, anche se dalla spocchia sembri essere convinto di essere un genio contemporaneo.
E’ la prima volta che commento in questo blog e adesso sarei diventato “il solito”, evidentemente hai così problemi ad accettare critiche che hai bisogno di ricondurle tutte a un’ipotetica nemesi …e meno male che sarebbero gli ingegneri che non accettano le critiche. Comunque ribadisco, titolo azzeccatissimo.

10 11 2014
lostranoanello

Ok, sei il solito 😛
Ma un hobby no, eh?

23 08 2015
lostranoanello

Questa conversazione è vecchissima è anche molto stupida, ma volevo dire qui una cosa interessante: dopo aver parlato con alcune persone affette dal morbo di Asperger, ecco… è parecchio probabile che io ne abbia una forma lieve. Quindi, a occhio e croce, si direbbe che quello autistico potrei essere io 😛
Non lo vedo come un insulto; in effetti, non lo è mai stato: l’autismo è un limite, e al contempo anche una potenzialità. Non credo che Butta sia autistico; solo spocchioso.
E anche cattolico, ma che se po’ fa’ ppe’ quello? E’ incurabile XD

10 11 2014
lostranoanello

Ma va be’, è anche vero che sono viziato da casi limite come Butta o Fanelli (anche se non solo, purtroppo… forse li incontro tutti io).

12 11 2014
Francesco De Toni

Ho letto per curiosità il dibattito con Butta. Che dire? Al di là degli attacchi personali che vi siete scambiati, hai ragione su tutta la linea. Affermare gli impliciti o il non detto non hanno spazio nella comunicazione vuol dire sapere ben poco di come linguaggio e comunicazione funzionano… Come hai detto tu, secoli di studi linguistici del tutto ignorati.

13 11 2014
lostranoanello

Ma guarda, ti assicuro che non ero partito con l’idea di insultare, anche perché sul suo blog scrive anche delle cose interessanti di quando in quando (ad esempio i suoi interventi sullo Ius Soli mi paiono condivisibili).
Però se ad una precisazione educata ED ESATTA tu mi dai velatamente del cretino vuol dire che litigare non ti dispiace.
A volte scrive cose sensate altre volte delle stronzate. Come Fanelli, in effetti… e come Fanelli tende molto a estremizzare, nel senso che quando dice cose giuste sono molto giuste, ma quando dice cazzate sono proprio roba aliena.

23 08 2015
lamb-O

Nella stessa categoria, consiglio il sito Albanesi.it.

23 08 2015
lostranoanello

Ah, sì, ho presente. Non so se sia ingegnere anche lui (ha fatto incazzare la frecciatina agli ingegneri XP), ma ha in comune con i soggetti già nominati (Butta e Fanelli) una sgradevole tendenza a convincersi di essere esperti di tutto lo scibile umano.
Almeno Fanelli non crede al Giender, però.

24 08 2015
lamb-O

> Non so se sia ingegnere anche lui

Sì, informatico. Per questo lo mettevo nella stessa categoria, oltre ovviamente che per la stordente alternanza di buoni articoli e non sequitur clamorosi conditi da ego che lambisce i confini della nube di Oort (“io ho fatto questo e quello, io c’ho i soRdi, io scopo, l’87,81672% della gente se la magna Darwin con un piatto di fave e un buon Chianti ma a me mi fa un baffo”, ecc.). Ma anche guardando a personaggi senza fama, la tendenza è piuttosto evidente.

24 08 2015
lostranoanello

Voglio giocare un po’ a fare la chiacchierata da bar, questa volta (dopotutto, proprio i soggetti di cui sopra spesso non fanno altro che tradurre chiacchierate da bar in termini “ingegneristici”, credendo così di aver dato loro dignità di discorso scientifico).
Allora diciamo che mi pare che lo studio di certe materie spesso vada di pari passo con certi difetti di pensiero; deformazioni professionali, se vogliamo. I biologi hanno una certa tendenza a fare i fricchettoni; i medici spesso sono secchioni che hanno trovato il modo migliore per trasformare la vocazione da secchioni in soldi; i matematici parlano sempre di matematica; i giuristi … be’, ho dedicato loro un post su questo blog … (“il morbo del giurista” :P). Parrebbe che la deformazione professionale più comune fra gli ingegneri sia la convinzione che l’ingegneria sia la chiave di volta del cosmo. Per quanto possa riconoscere che l’applicazione di metodi di ragionamento molto rigidi abbia grande valore in molti contesti (e andrebbe rivalutata in un paese che privilegia sfacciatamente le scienze umane nell’insegnamento), è evidente che in altri è disutile o addirittura dannosa. Vedi l’esibizione pagliaccesca di Butta qui sopra.
Mi sorprende che persone che il cervello bene o male lo sanno far funzionare non si rendano conto di questi limiti evidentissimi; l’intelligenza vera è anche misura corretta del limite, è una carenza grave la loro.

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