… E l’etica dell’irresponsabilità!

30 09 2014

Qua ci voleva il sequel. Nel mio precedente intervento descrivevo la mia etica, ovvero quale sia l’unico metro di giudizio morale che io applichi al prossimo e alle mie scelte.

Leggete quell’intervento prima di andare avanti con questo.

Per quelli che l’hanno già letto, vi rinfresco la memoria: lì spiegavo che il mio biasimo non è riservato ai malvagi, ma solo agli irresponsabili. Facevo anche qualche esempio ipotetico di cosa intendo io per irresponsabilità… e poi, dopo aver pubblicato l’articolo, ecco che mi capita fra le mani un esempio PER-FET-TO di cosa intendevo per irresponsabilità. Guardate e leggete, viene da una pagina di vegani fanatici chiamata “logica onnivora”:

> IL POST E’ SARCASTICO < (certi onnivori l’hanno condiviso come se fosse serio…)

 

Volete essere accettati dagli onnivori senza mettere in luce la verità sull’allevamento, l’ipocrisia del carnismo e quindi senza scatenare sensi di colpa che si traducono in aggressione? Ecco a voi il:

 

MANUALE DEL VEGANO SOCIALMENTE ACCETTABILE SECONDO L’ONNIVORO MEDIO

 

– Non dire di essere vegano e non entrare mai nell’argomento di tua iniziativa: ognuno deve tenersi le proprie idee senza farle sapere in giro.

– Accettare le battute: si tratta pur sempre solo di animali quindi ridiamoci su in amicizia.

– Lascia fuori la scienza: quello che pensi è una tua idea personalissima ma la scienza dice che siamo onnivori e che la carne fa bene, e non si discute.

– Non giudicare mai: nessuno ha il diritto di ergersi a giudice e nessuno è detentore della verità assoluta.

– Non far pesare le tue scelte agli altri e non essere paranoico: partecipa a grigliate senza discutere, fai girare il piatto con l’agnello, non ti schifare per le posate utilizzate in precedenza su prodotti animali.

– Non essere ortoressico e ossessionato: non c’è bisogno di chiedere e controllare gli ingredienti ogni volta, oppure non si vive più.

– Non essere estremista: ogni tanto si possono fare delle eccezioni, anche per rispetto di chi ti offre delle pietanze.

– Non c’è bisogno di condividere foto e filmati di allevamenti e macelli su facebook: fanno impressione e allo stesso tempo non fanno alcun effetto perchè sono cose normalissime.

– Non essere fondamentalista: abbiamo visto nella storia cosa è successo in nome degli ideali e delle buone intenzioni.

– Non lasciare intendere che chi mangia carne compie qualcosa di ingiusto: siamo tutti sulla stessa barca e anche tu usi prodotti cinesi, calpesti le formiche e inquini, semplicemente hai una sfumatura diversa del tutto personale.

– Non dilungarti troppo e non entrare nei dettagli: a nessuno piacciono i testimoni di geova nè i proseliti.

– Non umanizzare gli animali: è vero che possono soffrire (e gli allevatori fanno attenzione al loro benessere), ma in modo diverso da noi, cosa penserebbe un ebreo se sapesse che lo paragoni a un maiale?

– Devi essere il più possibile moderato: più ti impegni e intestardisci più allontani gente dalla tua causa.

– Rispetta lo status quo: non puoi pensare di cambiare le cose perchè significherebbe imporre le tue idee agli altri, il nazismo lasciamolo al passato.

– Evita posizioni troppo dure: la situazione attuale è accettabile per tutti, evitiamo estremisti da entrambe le parti.

– Puoi essere vegan ma devi crescere i tuoi figli onnivori perchè è la condizione di normalità per un essere umano, poi decideranno loro in futuro.

– Non assillare la gente: ognuno segue il suo percorso con i suoi tempi, non c’è alcuna urgenza, solo animali d’allevamento cresciuti apposta che tanto muoiono comunque.

– L’autorità medica non si mette in discussione: la medicina della cultura onnivora è quella vera, puoi seguire le cure new age basate sull’alimentazione ma non puoi contestare o peggio rifiutare o ancora peggio sconsigliare le terapie ufficiali.

– Uccidere o non uccidere gli animali è una scelta personale, e come tale va rispettata.

-In pratica, devi essere un onnivoro a tutti gli effetti tranne per il fatto che non mangi prodotti animali per qualche strano motivo irrazionale.

 

(se avete altri punti, commentate pure!)

Ecco: vi domandavate forse un esempio più immediato dell’irresponsabilità a cui mi riferivo nel precedente intervento. Eccola. Questa è l’irresponsabilità.

Questo scritto è estremamente divertente per una semplice ragione: è vero che è esposto con intenti e toni vagamente sarcastici, è vero che si sforza di esagerare e far sembrare assurde alcune delle posizioni esposte e attribuite alla società “onnivora”… ma di fatto fallisce nell’intento: tanti non vegani lo hanno condiviso proprio perché è perfettamente ragionevole! Tutti quei punti che questo raffinato documento elenca si potrebbero riassumere in “rispetta anche chi fa scelte diverse dalla tua”. Questo ti permette di essere accettato da loro, altrimenti non sarai accettato.

Il che è estremamente sensato, è quello che ci si aspetta che accada in un contesto civile.
Io ho scelto di non litigare mai con i vegani in quanto vegani, è una loro scelta alimentare, ci mancherebbe che andassi a sindacare. Non hanno neanche bisogno di giustificarla, possono avere in testa qualunque ragione per essere vegani, lo hanno deciso loro e io non ci entro. Quindi se loro non mi vengono a rompere le balle facendo predicozzi da testimoni di Geova la pace è quasi scontata, visto che nemmeno io farò loro i predicozzi.

Quello che vuole comunicare il vegano autore del post è però che lui non ha alcun intenzione di rispettare le nostre scelte. Per ora (e forse per sempre, in realtà) non mi interessa nemmeno quali motivazioni voglia accampare per questa scelta, mi interessa soltanto il dato base, chiaro, lampante, luminoso: non vuole rispettare la mia scelta, non vuole lasciarmela vivere in pace, non vuole convivere con me, non vuole essermi amico.

E io sono coerente con quanto scrivevo nel precedente intervento: non lo biasimo.

L’autore vuole credersi superiore a me? Non lo biasimo, dopotutto io mi credo sicuramente superiore a lui, siamo pari.

L’autore non vuole trovare compromessi con me? Non lo biasimo, avrà le sue ragioni e neanche mi interessa sentirle, sono le sue.

L’autore vuole trattare me e il 99% dell’umanità come fossimo mostri assassini suoi nemici, e vuole romperci le balle in ogni modo possibile. Bene, neanche qui lo biasimo.

Ma…

Ma l’autore frigna. Ma l’autore si lamenta. L’autore, palesemente, fa la vittima. L’autore pretenderebbe che a questo suo comportamento irriducibilmente aggressivo, a questa sua dichiarazione di guerra, a questo suo continuo spargere veleno, insultare e abbassare tutti quelli che non la pensano come lui, non corrispondesse alcuna reazione. Vorrebbe, sognerebbe più che altro, che questa sua precisa scelta di non essere, expressis verbis, socialmente accettabile, venisse invece ritenuta socialmente accettabile e gradevole in nome di… di che? Di cosa?

Ah, dimenticavo, lui è nel giusto, signori miei, è unto dal Signore; se noi non ci inchiniamo siamo tutti noi che siamo sbagliati, non lui, lui ha Dio dalla sua. Per questo frigna sugli onnivori cattivi che non rispettano la Sacra Morale™. Lui tratta gli onnivori cattivi come fossero nemici da abbattere, feccia dell’umanità, barbari con cui nessun compromesso è possibile. E contemporaneamente gli ‘onnivori’ cattivi dovrebbero stare lì e dirgli: “be’, sai, hai ragione tu, ci fa piacere che ti ci rompa le balle e ci consideri merda!”

Hai due scelte: o sei d’accordo con lui e diventi vegano, o sei d’accordo con lui e quindi pur senza diventare vegano ti riconosci colpevole. L’importante è che sei d’accordo con lui però, altre possibilità non sussistono.

Non si può dire che il messaggio non sia chiaro qui, eh. “O fate come diciamo noi o guerra!”

Mia risposta: “Cento volte guerra!” (Anche perché siamo tipo cento volte più numerosi)

Insomma l’autore dello scritto ritiene che il bene e il rispetto gli siano dovuti per diritto divino, nel nome della Sacra Morale™ (la sua, ovviamente).  Quando non ce li ha, frigna. Si rinchiude in qualche oasi protetta per fanatici ortoressici, come certe pagine facebook, in cui può stare circondato soltanto da altri come lui che gli diano sempre ragione, e in quello splendido parco protetto per disadattati piagnucola sugli onnivori cattivi che si rifiutano di riconoscere la sua naturale, intrinseca, certificata Superiorità Morale.

Ecco, questo è l’archetipo dell’irresponsabile, che si rinchiude in un’isola deserta per dare ordine alle scimmie.

Mi odia? Non lo biasimo e non lo disprezzo. Mi vuole combattere? Non lo biasimo e non lo disprezzo.

Pretenderebbe che io non lo ripagassi con la stessa moneta, e quindi frigna? Ecco, ora lo biasimo! Ora lo disprezzo! Ma che razza di fesso sei, ma dove vivi? Guarda che non vivi in disadattolandia, sei sul pianeta Terra, sei tu che ti devi adeguare al mondo, non lui a te! E se vuoi combattermi io ti combatto. E non lo volevo io, l’hai voluto tu!

Vuoi combattermi? Magari vinci, anche se non ci scommetterei un capello. Ma non puoi aspettarti che IO ti faccia vincere… in nome di cosa dovrei farlo? Di Dio? Dell’utilitarismo? Di Buddha? Della Sacra Morale™? O di quale altra minchiata immaginaria?

Costui rifiuta dentro di sé la sua responsabilità fondamentale: egli ha scelto di essere nemico della perfida società onnivora, e la conseguenza naturale, inevitabile di ciò è che la perfida società onnivora lo tratti da nemico. Egli si rifiuta di riconoscere il suo gesto come una scelta sua, e quindi una scelta che ha inevitabili conseguenze su di lui. Per questo non capisce, non può capire, non può neanche ricordare, che quando gli viene detto “non giudicare” c’è un evangelico sottinteso: “non giudicare per non essere giudicato“.

Non significa che non puoi giudicare. Sei liberissimo di giudicare, anche spietatamente. Ma se lo fai sarai giudicato, anche spietatamente. E infatti.

Cazzo si lamenta? Egli ha scelto di sfottermi, insultarmi, aggredirmi, rompermi le balle e farmi i predicozzi. Che lui mi stia sul cazzo è la risposta fisiologica, esattamente come la risposta fisiologica di chi riceve un ceffone è darti un ceffone.
Se tiri un ceffone ricevi un ceffone, non c’è il ceffone “voluto da Dio” e quello “punito da Dio”, il ceffone giusto e quello sbagliato; semplicemente ceffone dato=ceffone ricevuto, questa è l’unica legge cosmica: azione e reazione, bassa marea e alta marea, urti e rimbalzi… E se dopo aver ricevuto il ceffone frigni pure, guarda, ti consiglio di andare a frignare più in là, dove ci sono i tombini aperti .

Il vegano “moralista” fa una scelta precisa, che è quella di pensare di essere il più figo di tutti e di poter dare lezioni a tutti. Come prevedibile, immediata, naturale, attesa conseguenza è una delle categorie sociali più odiate dalla gente.

E se ne lamenta! E fa la vittima, come se non l’avesse scelto lui! E si appella a questo principio morale preesistente in cui crede solo lui, e continua a dire “dovete rispettarmi perché ho ragione io, perché la morale è con me! Io devo avere tutto, io non devo dare nulla!”

E invece no, non ti dobbiamo proprio niente, solo nel tuo mondo immaginario noi ci dobbiamo inchinare a te. Nel mondo reale semplicemente non ti invitiamo alle grigliate, ti blocchiamo su facebook e quando qualcuno ci domanda di te ti descriviamo come un fanatico rompicoglioni. Queste sono le prevedibili, naturali, appropriate conseguenze di certe precise e consapevoli scelte.

Impara a stare al mondo, bello mio. La morale non è con te, Dio non è con te, perché non esistono nessuno dei due. Esistono gli uomini, e potrebbero stare con te se li tratti con simpatia e rispetto, ti odieranno se fai sceneggiate napoletane, predicozzi e offese.

Rispetta e sarai rispettato. Azione e reazione. Stai al mondo, sii responsabile. In una parola: cresci.

Ossequi.

AGGIORNAMENTO:

Mi hanno fatto notare che il mio post è stato immediatamente condiviso sulla pagina a cui era dedicato. Innanzitutto grazie per i tanti like e la tanta visibilità. Secondariamente, grazie per le conferme!

Avevo detto che l’unica cosa che interessava all’autore era ritirarsi su un’isola deserta per dare ordini alle scimmie (spero che qualcuno abbia colto la citazione), ovvero crearsi un ambiente protetto abitato esclusivamente da gente d’accordo con lui in cui evitare il confronto con il mondo reale. E infatti la prima cosa che ha fatto è stata andare a frignare nella sua oasi protetta, con i fedelissimi che, in accordo con le previsioni, gli hanno confermato “tranquillo, hai ancora i nostri like!’

Sono sicuro, o fedelissimi, che egli apprezza i vostri tentativi di consolazione; ma se c’è una cosa lampante da ciò che scrive è proprio che i vostri like, cari fan, non gli bastano. Vuole come minimo i like di tutto il mondo, vorrebbe per la precisione che chi non gli mette i like fosse emarginato e magari incarcerato, sparisse del tutto magari: dopotutto, lui ha ragione, quindi chi non è d’accordo deve adeguarsi. Non gli basterà mai qualcosa di meno del consenso di tutto il mondo, anche un solo essere sulla terra che non faccia come dice lui gli sarà intollerabile.

Ed è questo ciò che adoro della situazione… per me il consenso di chi scrive su quella pagina non conta nulla, non ho bisogno che tutti siano d’accordo con me; i rompiballe mi limito a non frequentarli. Per loro invece è fondamentale che tutti siano d’accordo! Per questo chi non è d’accordo con loro lo insultano e lo escludono a priori, il confronto fa loro male.
In sostanza, il mio mondo non cambia per il fatto che non tutti mangiano come me. Il loro cambia per il fatto che non tutti mangiano come loro. Per questo il mio mondo è taaanto più bello e gradevole del loro… sono i benefici della tolleranza! Rispetti e sei rispettato!

Non avete capito niente, non ho mai detto che voi dovete rispettare la mia scelta, in assoluto. Ma dovete farlo se volete che sia rispettata la vostra, perché le due cose vanno insieme, si coimplicano. Si tratta di una legge universale dei rapporti sociali, non potete sfuggirvi, per quanto possiate piagnucolarci sopra. Se vi sta bene essere considerati dei disadattati rompicoglioni da evitare il più possibile (e se vi sta bene non ve ne lamentate), allora vai così! Non rispettatemi, chissenefrega, neanche io rispetterò voi. Io sto benissimo, ma a quanto pare siete voi che non ci state tanto bene…

Ma consolatevi: anche i vegani possono accedere a questi benefici, gli basta essere tolleranti. Chi tollera le differenze non è solo una persona più gradevole, ma anche una più serena e in pace col mondo.

Ma voi non ce la farete proprio mai, vero? 🙂

Che dire… essere santi costa spesso il martirio!

Solo che i martiri sono orgogliosi e fieri di offrire la testa al boia! Insomma, non frignano.

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14 responses

30 09 2014
Stefan Danov

“Rispetta e sarai rispettato.”

Interessante, vale solo tra onnivori e vegani umani o anche tra specie diverse?

30 09 2014
lostranoanello

Anche fra specie diverse, infatti quando arriiva il momento di sacrificare i miei topi in laboratorio loro cercano di mordermi. Alla mia azione corrisponde la loro reazione proporzionata.

31 12 2014
Fausto

Scusami, e se domani Putin dovesse insediare governi a lui favorevoli in Europa e le condizioni dovessero precipitare dal punto di vista dei diritti? Mi spiego, supponiamo che per un malaugurato caso mi venisse chiesto di sperimentare su di te perché è saltata fuori una legge secondo cui gli omosessuali perdono i diritti umani. Nel momento in cui tu mi aggredisci per sperare di scappare dal luogo di detenzione in cui ti ho rinchiuso, io ti sparo col taser e poi ti “sacrifico”. La tua sarebbe una reazione proporzionata e contraria? Te lo chiedo senza polemica, ho un po’ di dubbi in merito a quel che hai espresso.

1 01 2015
lostranoanello

Se la reazione ad un’azione sia proporzionata o meno è cosa che può sapere solo chi quell’azione la compie. Nel caso che hai fatto presente è chiarissimo che è proporzionata, in altri non è così chiaro… ma spetta al lavoro introspettivo di chi compie una determinata scelta essere consapevole di tutte le conseguenze naturali di ciò che fa. Se cerchi di uccidere qualcuno quello cercherà di uccidere te, assolutamente ovvio. Suggerirei, se possibile, di evitare i tentati omicidi per questo.

9 01 2015
lostranoanello

In realtà, soltanto colui che compie l’azione può sapere se era “morale” nel senso di “responsabile”, ovvero solo lui sa se ha agito conformemente ai suoi scopi e se aveva messo in conto ogni possibile conseguenza.
Ovviamente, però, sulla base di ciò che dice e fa si può intuire se lo aveva fatto anche dall’esterno; se io aggredissi il tipo per scappare dovrei aspettarmi una sua reazione di difesa, è normale e l’ho messa in conto.

30 09 2014
franco

E non capisce una mazza di biologia, fisiologia e biochimica e pretende di insegnarle. Complimenti per l’analisi è perfetta

1 10 2014
Ame Lazza

Il meccanismo potrebbe essere parte di una serie di loop ragruppabili sotto il titolo “sentirsi buoni con poco sforzo” : mi rinchiudo in un circolo dove o si è con me o contro di me. banditi la riflessione l’apprendimento e la discussione.

4 03 2015
F

Bah, ma secondo me hai frainteso. “Quel” vegano non vuole essere capito, accettato, non frigna come dici, ma vuole soltanto far vedere come le “condizioni venir accettato” siano ridicole. Perché dai, sono ridicole in effetti. E lui ci ride. Fine! Semplice! Dove vedi i piagnistei?

4 03 2015
lostranoanello

No, mi spiace ma è evidente che sei tu che non hai capito.
Uno, quello non è un riso allegro. Non è riso, anzi. Quello è sarcasmo, è il sarcasmo è quasi sempre avvelenato, rancoroso e, in questo caso, neanche intelligente quanto basta per mostrare che c’è un minimo di distacco dietro. No, è evidente che chi ha scritto non ci ride affatto, è evidente anzi una totale assenza di umorismo in chi ha scritto quel pezzo.
Secondo punto, e più fondamentale: NON SONO AFFATTO RIDICOLE. Fin quando voi vegani (do per scontato che tu sia vegano/a perché solo un vegano può trovarle “ridicole”) non capirete certi aspetti fondamentali della convivenza umana continuerete ad essere una delle categorie più odiate dalla rete, quindi il mio consiglio personale è di imparare subito certe dinamiche. Se io mangio carne, e tu mangi verdura, io non ti vengo a dire niente, nessuno ti criticherà (al massimo non ti inviterò a cena spesso perché io uso moltissimo alimenti di origine animale). Conseguentemente, si vive in pace, nessuna odia nessuno, nessuno ha in antipatia nessuno, è una condizione di nirvana sociale. Ma se tu, vegano, inizi a fare il buon predicatore stile Testimoni di Geova che fin quando non ti ha convertito ti rompe le balle o come minimo ti guarda storto, stai causando un disturbo. E la gente, di solito, mette alla porta i disturbatori.
Questo è ASSOLUTAMENTE NORMALE, è precisamente ciò che devi aspettarti che accada nel momento in cui disturbi. Di più, la scelta di disturbare di solito è fatta con la consapevolezza di disturbare e il desiderio di provocare: se due lesbiche si baciano in chiesa perché lo fanno? Ma è ovvio, per disturbare! E dunque si aspettano di essere cacciate via, vengono cacciate via, VOGLIONO essere cacciate via.
Il senso di responsabilità impone che, se scegli di causare disturbo, tu accetti la naturale conseguenza del causare disturbo che è essere cacciati via. Evidentemente ti sei fatti i tuoi ragionamenti che è un prezzo accettabile da pagare, che per te imporre il tuo punto di vista è fondamentale e irrinunciabile, dunque vai avanti su quella strada sorbendotene tutte le naturali conseguenze.
Ma se ti nascondi la verità dicendo a te stesso che “Dio è con te”, ovvero che tu hai ragione e dunque hai licenza di disturbare senza subirne le conseguenze (al punto che se qualcuno ti mette alla porta è “ridicolo”… non è ridicolo, se tu vuoi essere accettato da loro è alle loro regole, non alle tue), tu ti stai raccontando una bugia, e raccontarsi bugie è da vigliacchi e irresponsabili. Dio non è con te, la Legge Morale non è con te, non c’è nessun motivo razionale per cui il tuo punto di vista in questo campo dovrebbe essere migliore di quello altrui. Se ti limiti a viverlo con tranquillità nella sua dimensione personale nessuno ti disturberà, se disturbi si risponderà al disturbo. Cosa ci vedi di ridicolo? A quanto mi risulta è possibilissimo essere vegani anche senza scartavetrare le balle al prossimo.
Il ragionamento che fate è identico a quello dei predicatori religiosi che trovano il prototipo nel Testimone di Geova: ti bussano a casa alle sette del mattino per dirti che loro hanno ragione su tutto, tu hai torto su tutto e se non ti converti al loro punto di vista brucerai all’inferno. E se qualcuno li manda affanculo si domandano come mai.

5 03 2015
F

Invece quelle condizioni sono assolutamente assurde. Prova a trasformarle in “condizioni per essere omosessuali senza urtare la sensibilità etero”. Immagino sia già riciclata sta cosa, ma pare sia l’unica cosa che ti urti questa faccenda degli omosessuali.
Ma ora dirai: “ovvio, queste mi colpiscono personalmente, io difendo me stesso io questo caso”.
Ma devi capire che anche altre cose non strettamente personali colpiscono “personalmente”. Non si diventa vegani per “gusti” o “modi di fare”. È normale che a me dà fastidio se tu mangi carne. Se io smetto di ammazzare animali ma tu no, a me non sta bene niente…tra me e te ci sta un terzo disgraziato che viene ucciso, la mia sensibilità viene comunque urtata. Non é una questione di giustizia o moralità, per carità, ogni volta confondete la moralità coi sentimenti, che sono naturali, istintuali, é istintuale il non-uccidere inutilmente, perché far soffrire fa soffrire, un animale che soffre fa soffrire anche me, abbiamo l’empatia apposta! Questo per me eh!
So che molti vegani invece ne fanno una questione come “religiosa”, una crociata morale contro il male, invocando la giustizia o spiritelli vari; per me “sbagliano”, paiono davvero i testimoni di Geova, ma hanno ad ogni modo tutti i diritti di avercela con l’onnivoro generico che di pretese morali ne ha eccome. Magari a te, che sei amorale o quasi, non posson dirti niente, ma agli altri, incoerenti, sì, perché sono, come tu dici, profondamente irresponsabili.

5 03 2015
lostranoanello

Le analogie io le uso spesso ma a scopo di esempio. Non pretendo che dimostrino qualcosa, servono solo a rendere digeribile il concetto più facilmente. In effetti avrei usato a questo scopo proprio l’analogia con gli omosessuali: la condizione di accettazione “ridicola” per un omosessuale sarebbe non dover essere omosessuale o doverlo essere di nascosto. L’analogia funzionante fra il caso vegano e il caso omosessuale sarebbe un omosessuale che è infastidito dagli eterosessuali e se vede una coppia etero che si bacia li guarda storto. Non è affatto una condizione ridicola per un eterosessuale che gli omosessuali non debbano rompergli le scatole sul suo essere eterosessuale. Non è affatto condizione ridicola per un onnivoro che un vegano non gli rompa le scatole sul suo essere onnivoro.
Praticamente l’unico compromesso a cui siete disposti a scendere con chi ha una sensibilità diversa dalla vostra è che lui adotti in tutto e per tutto la vostra sensibilità. Ma questo non è un compromesso, questa sì che è una condizione di accettazione ridicola; non è accettazione della diversità. Accettare la diversità significa almeno convivere senza darsi fastidio a vicenda. Generalmente vi comportate come se aveste la ragione, e dunque questo vi autorizzasse alla linea del nessun compromesso perché gli altri dovrebbero adattarsi a voi. Invece non è così, avete solo una differente sensibilità, non avete nulla che oggettivamente vi ponga nelle condizioni di chiedere a tutto il mondo di adattarsi a voi. Quindi il mondo non lo farà, e se insistete più del dovuto reagirà con fastidio. E’ normale e non potete onestamente lamentarvene. D’altro canto il mondo non vi ha mai chiesto di diventare onnivori, vi chiede solo di rispettare chi lo è, che poi è la maggioranza.

Poi c’è un punto che i vegani generalmente capiscono, hanno questa sensazione che il mondo ce l’abbia con loro… Chiariamolo meglio questo punto.
Dunque, la morale è una questione sociale. Dal punto di vista sociale, dunque per quanto riguarda i rapporti fra gli uomini, la questione del rapporto che abbiamo con gli animali non sussiste, non ha rilevanza. Ciò che conta sono qui appunto i rapporti che si stabiliscono fra uomini con diverse sensibilità, punto.
Fermo restando che praticamente tutti hanno un qualche livello di fastidio e rigetto verso ciò che avvertono come “diverso”, gli onnivori generalmente non pongono la questione morale, rispondono piuttosto sul piano morale ad una questione morale che i vegani hanno posto, tutto lì.
Ora è ovvio che se uno non rispetta questo punto:

“Non far pesare le tue scelte agli altri e non essere paranoico: partecipa a grigliate senza discutere, fai girare il piatto con l’agnello, non ti schifare per le posate utilizzate in precedenza su prodotti animali.”

Non solo sta ponendo la questione morale, ma la sta anche ponendo veramente da Testimone di Geova scassacazzo, io uno così non lo inviterei mai alle grigliate e gli riderei dietro quando non c’è. E non entro neanche nel dettaglio della ridicolaggini di schifarsi delle posate… ragazzi miei, questa è o nevrosi grave oppure una sceneggiata mirata a mettere in mostra la propria straordinario e superiore sensibilità morale.
Ma io voglio andare oltre, perché non sono solo simili comportamenti pazzoidi a dare fastidio. Facciamo un esempio meno estremo: sei invitato a Natale e la nonna ha fatto il tacchino, insieme anche ad altre pietanze vegetariane.
Tipicamente quando si fa il tacchino se ne fa uno intero, e se avanza si mangia il giorno dopo, quindi il bilancio di animali ammazzati per quella giornata è n° 1 tacchini, e che se le mangino in dieci o se lo mangino in nove sarà sempre 1 tacchino.
Perché tu che sei invitato non dovresti mangiarlo? Che ne mangi una coscia o meno non fa alcuna differenza sul numero di tacchini ammazzati, specie se poi consideriamo che occasioni di questo tipo capitano poche volte l’anno, quindi anche ammesso che quella coscia che hai fatto avanzare la mangeranno il giorno dopo invece di comprare una fetta di vitello, ci vorranno molti anni di cosce di tacchino rifiutate prima di poter dire di aver salvato un tacchino in questo modo. Quindi se hai rifiutato una coscia di tacchino a Natale NON HAI salvato un tacchino. Certo, se magari tutto l’anno non hai mai mangiato carne qualche animale potresti averlo salvato, ma se ad una festa in famiglia mangi un po’ di carne non cambi il bilancio complessivo degli animali uccisi.
Dunque perché devi andare a causare problemi rifiutando anche in quella circostanza lì?
So che ci sono alcuni vegani che diventano disgustati dalla carne fino ad un livello patologico, ma quello è un caso particolare di nevrosi, appunto, non credo siano la maggioranza. Tutti gli altri?
Tutti gli altri fanno di quel gesto di rifiutare il tacchino della nonna un gesto idelogico. Quel gesto è una silenziosa, “pacifica” predica morale; quel gesto è fatto per far vedere che lo si fa e bastam, per riaffermare di fronte a tutti una certa visione della morale.
Ho messo pacifica fra virgolette, perché, e questo è un punto fondamentale, una predica morale non è mai davvero pacifica. Per la precisione, essa è un rimprovero a tutti gli altri: guardate, io non mangio carne, ricordatevi che io penso che mangiar carne sia mostruoso (implicitamente, dunque, siete mostri).
Sì, quello è un rimprovero espresso in maniera molto pacifica, ma è sempre un rimprovero. Come reagisci tu quando ti rimproverano, specialmente se non pensi che quel rimprovero sia meritato? Ti difendi, ovvio! Come minimo, avverti un senso di antipatia. Questo è quello che avvertiamo in quelle circostanze, un rimprovero, ed effettivamente è proprio un rimprovero che ci viene fatto.
I vegani di solito si sentono nel diritto di predicare e rimproverare. Ma il fatto che ci si sentano non cambia il fatto che non lo sono, non sono in posizione speciale per predicare e rimproverare. Quindi quel loro comportamento diventa un naturale motivo di antipatia.
Tutto questo è perfettamente naturale, ricordiamolo. Sicuramente non è ridicolo finire con l’emarginare una persona che fa tutte quelle pittoresche sceneggiate e facce disgustate quando vede la carne, ma io ti dico che è abbastanza naturale anche provare un certo senso di antipatia anche al semplice rifiuto di assaggiare un cucchiaio di ragù in un’occasione speciale. Non c’è nessuna persecuzione antivegana, c’è una naturale risposta di antipatia ad una persona che ti fa i predicozzi.
Se quella persona è uno scassacazzo che fa le sceneggiate alla grigliata lo eliminiamo dalle amicizia, se è soltanto uno che che si limita a prediche silenziose, crea una certa antipatia… certo se per il resto è una persona simpatica e spiritosa potremmo starci bene insieme comunque.
Nel mio caso credo non sarebbe possibile una convivenza stretta con persone così, perché ho un livello di sopportazione verso i moralisti praticamente pari a zero, ma ci sono altri che ci riescono.

6 03 2015
F

Io mi riferivo al messaggio in sé con l’analogia.Tu sostenevi come fossero normali quelle condizioni. Se é così tu, omosessuale, non puoi dirlo-mostrarlo in pubblico, non devi essere estremista (“dai, ogni tanto una bella donna te la puoi anche fare!”), devi ammettere che sei omosessuale per strane cause irrazionali ecc.. Si possono trasformare quasi tutte.
E secondo me non é neanche esatta la tua analogia di adesso.
L’omosessuale che guarda storto l’etero é un pazzo, perché son solo gusti. Se a me piace il rosso me ne frego se agli altri piace il blu. Ma la compassione verso gli animali é invece una sensibilità “urtabile”. Che é cosa normale e naturale! Non una causa personale. I vegani non sono più sensibili, o sensibili in modo diverso. A tutte le persone sane da fastidio far soffrire senza motivo. Ma voi onnivori spesso vi autoingannate, secondo me. Come fai a razionalizzare ‘sti sentimenti? Solo gli psicopatici traggon piacere anche attraverso la sofferenza! Secondo me onnivoro é chi, incapace di adattare il suo comportamento ai suoi sentimenti, adatta i suoi sentimenti al suo comportamento.

É comunque é come se in questo momento stessi legittimando gli omofobi: “avete un altro tipo di sensibilità, non posso dirvi nulla”.
E non é una questione solo personale, perché anche a me, etero, gli omofobi danno fastidio, anche se non mi colpiscono in maniera diretta.
Mangiare carne non é un gusto, ma un’intolleranza, come l’omofobia.

Per quanto riguarda il ribrezzo nei confronti della carne invece é normale, dove vedi la nevrosi? Io non mi trattengo nell’evitare la carne, soprattutto perché mi schifa. Mi é diventata ripugnante l’idea di mangiare un “cadavere” di un animale, come magari a te può ripugnare il cadavere di un uomo. Ci sono ancora tribù cannibali, a te non darebbe fastidio vedere grigliate di uomo?
“Mangiamo le salme fresche, tanto oh, son già morte, non soffre nessuno, perché le rifiuti lo stesso?”
Sarebbe tra l’altro una bella scelta ad impatto zero, altro che breathariani.

7 03 2015
lostranoanello

Accolgo la sfida: modifichiamo in senso omosessuale i vari punti della lista

– “Non dire di essere omosessuale e non entrare mai nell’argomento di tua iniziativa: ognuno deve tenersi i propri gusti senza farli sapere in giro.”
Direi che è ragionevole, a patto che non diventi un nascondere attivo e colpevole. Io non dico alla gente di essere omosessuale a meno che non capiti nel discorso, o non si tratti di persone che devo frequentare strettamente. Nemmeno lo nascondo, eh; ma nessuno chiede ai vegani di nasconderlo, semplicemente si trova antipatico che si vogliano mettere i cartelloni.

– “Accettare le battute: si tratta pur sempre solo di gusti sessuali quindi ridiamoci su in amicizia.”
Lo faccio già. Le faccio pure io le battute, alcune perfino maligne.

– “Lascia fuori la scienza: quello che pensi è una tua idea personalissima ma la scienza dice che l’omosessualità è una cosa normale, e non si discute.”
Perfettissimo.

– “Non giudicare mai: nessuno ha il diritto di ergersi a giudice e nessuno è detentore della verità assoluta.”
Ecco, questo è quello che invece trattavo nell’articolo. Non è vero che non si deve mai giudicare, giudicare si può. Ma si deve essere preparati ad essere giudicati di conseguenza. Una cosa che voi non siete disposti a fare perché ritenete di “avere ragione”. Again, disgraziatamente siete gli unici a pensarlo, e avere ragione ed essere gli unici a pensarlo da me si chiama in un altro modo: avere torto.

– “Non far pesare le tue scelte agli altri e non essere paranoico: vai a feste insieme agli etero senza discutere, non farti problemi se trovi in giro porno etero, non ti schifare se vedi due etero che si baciano.”
Mi pare giusto. Io sono gay e non voglio che mi giudichino o si schifino, quindi non lo faccio per primo.

– “Non essere ossessionato: non c’è bisogno di parlare di diritti dei gay ad ogni occasione, oppure non si vive più.”
Giusto. Ci sono occasioni e occasioni per parlare di tante cose.

– “Non essere estremista: ogni tanto si possono fare delle eccezioni, anche per rispetto di chi ti offre il proprio corpo.”
Ho anche baciato delle ragazze, per gioco. Purtroppo anche volendo non riuscirei a farci sesso, ma se potessi non lo troverei una cosa strana, i bisessuali esistono.

– “Non c’è bisogno di condividere foto e filmati di pestaggi di gay su facebook: fanno impressione e allo stesso tempo non fanno alcun effetto perché sono cose normalissime.”
Ogni tanto direi che si possono postare. Il problema sorge se uno ne posta uno tutti i santi giorni e ci tagga sempre gli stessi amici per cagargli la minchia. Se ho un amico omofobo io… ma che dico? Io non ho amici omofobi, se mi accorgo che sono omofobi li elimino.

– “Non essere fondamentalista: abbiamo visto nella storia cosa è successo in nome degli ideali e delle buone intenzioni.”
Questa lascia un po’ il tempo che trova… “non essere fondamentalista” è un comandamento sempre buono, ma prima bisogna decidere cosa vuol dire essere fondamentalista. Ho una mia idea di cosa sia il fondamentalismo LGBT… e l’ho criticato in passato.

– “Non lasciare intendere che chi è eterosessuale compie qualcosa di ingiusto: siamo tutti sulla stessa barca e anche tu hai i tuoi gusti sessuali, semplicemente hai una sfumatura diversa del tutto personale.”
Non si dovrebbe neanche discutere, di questo.

– “Non dilungarti troppo e non insistere se uno ha già detto che è etero: a nessuno piacciono i testimoni di geova nè i proseliti.”
Posso provarci una volta con un etero, poi mollo, anche per educazione.

– “Non umanizzare gli animali: è vero che possono soffrire (e gli allevatori fanno attenzione al loro benessere), ma in modo diverso da noi, cosa penserebbe un ebreo se sapesse che lo paragoni a un maiale?”
Non traducibile.

– “Devi essere il più possibile moderato: più ti impegni e intestardisci più allontani gente dalla tua causa.”
E’ risaputo che chi rompe troppo le balle nuoce alla propria stessa causa. Ho sempre criticato quegli omosessuali che usano la provocazione in modo eccessivo e perfino non naturale nel tentativo di convincere la gente, perché in realtà la allontanano.

– “Rispetta lo status quo: non puoi pensare di imporre il tuo orientamento sessuale agli altri, il nazismo lasciamolo al passato.”
Ovvio. Ognuno ha il suo.

– “Evita posizioni troppo dure: la situazione attuale è accettabile per tutti, evitiamo estremisti da entrambe le parti.”
Per questo vale il discorso del fondamentalismo. Sicuramente a un certo punto esistono delle posizioni troppo dure che sono da evitarsi, ad es. sostenere che le famiglie eterosessuali facciano tutte schifo o che dovremmo legalizzare la pedofilia. Quelle vanno sicuramente evitate.

– “Puoi essere omosessuale ma devi crescere i tuoi figli etero perchè è la condizione di normalità per un essere umano, poi decideranno loro in futuro.”
Direi che non devo essere io a dirgli se essere etero o gay. Io gli devo solo porre davanti tutte le opzioni.

– “Non assillare la gente: ognuno segue il suo percorso con i suoi tempi, non c’è alcuna urgenza, solo gay discriminati”.
I gay discriminati sono un problema, ma se non otteniamo il matrimonio gay domani e nel frattempo dobbiamo accontentarci di unioni civili per me è comunque un passo avanti.

– “L’autorità medica non si mette in discussione: la medicina ufficiale è quella vera, puoi seguire le cure new age basate sull’alimentazione ma non puoi contestare o peggio rifiutare o ancora peggio sconsigliare le terapie ufficiali.”
Ovviamente. Di medicina ce n’è una sola, e si segue quella.

– “Fare sesso con uomini e donne è una scelta personale, e come tale va rispettata.”
Ci mancherebbe!

-In pratica, devi essere una persona civile ed educata come tutti gli effetti tranne per il fatto che fai sesso coi maschi per una questione di gusti”.
Esatto.

Tu fai un errore, anzi, più d’uno (per esempio anche dimenticarsi che il veganesimo è una scelta e l’orientamento sessuale no è un errore, ma lasciamo stare), ma quello più grave, quello che rende assolutamente non omogenee le due situazioni che confronti, è il seguente: ti dimentichi che gli omosessuali sono parte in causa, gli animali no.
La dialettica è fra gli umani. Io non me la devo vedere con gli animali e coi loro fantomatici diritti, io me la devo vedere solo con gli animalisti. Se fossero gli animali a protestare per la situazione, le due situazioni sarebbero omogenee, ma non è così. Non è omosessuali vs omofobi in un caso e animali vs onnivori nell’altro, è omosessuali vs eterosessuali in un caso e animalisti vs onnivori nell’altro. La “vittima” degli omofobi è l’omosessuale, ma la “vittima” degli onnivori non è l’animalista, è l’animale. E tu non sei un animale, tu non sei “vittima” degli onnivori che vogliono farti del male, e non puoi paragonarti all’omosessuale che deve difendersi dagli omofobi che vogliono fargli del male. Tu vuoi mordere senza che nessuno ti abbia morso prima. E’ normalissimo che una mucca provi a incornarmi se cerco di ucciderla, ma se tu ti metti di mezzo è un’altra questione, ti stai ficcando in un affare che è mio e della mucca.
“Ma io tengo tanto alla mucca che lo sento come se fosse mio, diventa affar mio!”
Sì, tu puoi sentirlo molto profondamente, ma resta il fatto che il tuo coinvolgimento è indiretto, non è con te che ce l’ho. Sei tu che stai scegliendo di metterti in mezzo, non è necessario lo scontro fra me e te, sei tu che lo vuoi.
“Ma per me quella mucca è come un figlio, chi perde un proprio figlio ha la propria vita distrutta, quindi è come se stessi aggredendo me!”
Bel tentativo, lo ammetto, ma non è così. No, non è possibile che ogni mucca sulla terra sia come un figlio per te, ci saranno centinaia di milioni di mucche sulla terra e non ne hai mai vista quasi nessuna; muoiono continuamente è la loro morte non distrugge certo la tua vita come se fossero figli. Non fanno parte della tua famiglia, nelle delle tue amicizie, né delle tue proprietà. Ti stai mettendo in mezzo a qualcosa che di per sé non ti riguarderebbe, sei tu che te ne stai interessando, sei tu che ti metti in mezzo.
Poi, può anche essere che PER TE metterti in mezzo sia una scelta obbligata. Proprio non puoi sopravvivere se sai che mi mangio le mucche; oppure puoi sopravvivere, sì, ma ti sei fatto i conti che preferisci scontrarti con me che tollerarlo. Va bene, sono abbastanza intelligente da capirlo. Ma tu devi capire che a quel punto per me, che non ho nessuna ragione valida per rinunciare alla mia bistecca, la scelta obbligata è combatterti. Forse lo scontro è necessario, forse per come io e te siamo fatti siamo destinati a scontrarci.
Ma se davvero siamo destinati a scontrarci perché la nostra natura ci obbliga a farlo, né io né te abbiamo il diritto di fare le vittime e di lamentarci per come siamo trattati, nessuno dei due ha “ragione”. Semplicemente si andrà in battaglia e pace.

Ti assicuro che gli onnivori non razionalizzano nulla, visto che sono onnivori da qualche milione di anni. Io invece credo che tu ti stia nascondendo un fatto centrale, e cioè che solo la mucca può combattere per la mucca. Tu puoi combattere soltanto in nome del tuo sentimento per la mucca, non in nome della mucca. Conseguentemente, la lotta è per te stesso e il suo esito riposa interamente sulle tue spalle. Non c’è nessun altro giocatore, e non c’è neanche la Ragione a venirti in soccorso. Solo tu e i tuoi obbiettivi.

7 03 2015
lostranoanello

PS: penso che assaggerei l’uomo, se mi si garantisse che non è stato ucciso per questo.

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