L’etica della responsabilità

29 09 2014

Qualche tempo addietro, in un momento di grande tristezza e depressione, posi una domanda ad un mio amico. Gli dissi che c’era una cosa che forse avrei potuto fare che mi avrebbe fatto stare meglio, ma questa cosa avrebbe potuto far soffrire un innocente; gli domandai se secondo lui avrei dovuto farla.
Mi rispose: “falla, se pensi che dopo starai bene. Ma dovrai starci bene, non potrai stare sveglio la notte perché sei tormentato all’idea del male che stai facendo”.
A lungo ho riflettuto sulla saggezza di quel consiglio, e ho capito che effettivamente esso riassumeva nella sua semplicità ogni possibile morale umana.
Fai ciò che credi, ma ragiona prima sulle possibili conseguenze, e accettale in anticipo, ovvero, sii responsabile.

Potevi prevedere che la tua coscienza ti avrebbe rimorso per quello che hai fatto.  Quando accade, sii responsabile, accettalo.
Potevi prevedere che ti avrebbero arrestato. Quando accade, sii responsabile, accettalo.
Potevi prevedere che ti avrebbero odiato e saresti rimasto solo. Quando accade, sii responsabile, accettalo.

Fai bene i conti. Prevedi davvero che da ciò che progetti di fare probabilmente ti verrà gioia e benessere? Sei pronto ad accettare anche la possibilità del fallimento, oppure essa ti sembra abbastanza piccola da poter rischiare? Sei davvero pronto a questo?

Allora fallo. Le scelte sono scommesse, cerca solo di scommettere bene.

Questo è l’unico comandamento che seguo.
O che cerco di seguire, non è sempre facile, anzi, quasi mai riusciamo a prevedere tutte le possibili conseguenze, spessissimo non siamo preparati a quello che ci colpirà e scommettiamo male. Infatti non mentirò dicendo che riesco a seguire bene questo comandamento. Dirò che ci credo e mi sforzo.

 

Ma le persone che detesto e mi fanno incazzare sono quelle che neanche ci credono e neanche si sforzano. Quelle che seminano, sono perfettamente in grado di prevedere cosa raccoglieranno, e poi quando la mietitura arriva si lamentano del risultato, incolpando Dio o la vita o il partner o il cugino o chiunque c’è capitato sotto.

Un fotogramma tratto dalla puntata di cui parlo

Oh, a volte è davvero difficile prevedere cosa accadrà, certo. Ricordate Dottor House? Nella mia puntata preferita (“C’est la vie”), il gruppo di House deve scoprire la malattia di un uomo gravemente obeso. L’uomo è un edonista impenitente che non ha nessun rimpianto sul proprio stile di vita e non sembra interessato a riconoscerne le conseguenze. Nonostante l’opposizione del paziente, ovviamente tutti i tentativi di diagnosi sono orientati verso patologie collegate all’obesita.

Nel finale (saltate il paragrafo se non volete spoiler) si scopre che l’uomo in realtà aveva un carcinoma polmonare, senza aver mai fumato in vita sua. In una tragica ironia, morirà entro pochi mesi per una malattia assolutamente scollegata dalle sue pessime abitudini di vita.

 

Questo non poteva essere previsto. Un crudele scherzo cosmico, la vita a volte ne fa e non lo negherò, non ne siamo padroni.

Ma in tanti, tantissimi casi, Dio santo, l’esito delle nostre azioni è prevedibilissimo, scontato, atteso.
Sei un mafioso? Hai ucciso? Hai fatto della violenza, delle bombe, delle minacce la tua dialettica di vita? Be’, magari avrai fortuna, magari ti andrà sempre bene… ma se una bomba ti porta via il figlio quella è una conseguenza naturale delle tue azioni, te la puoi aspettare, te la devi aspettare.
Hai trattato i tuoi amici, o i tuoi figli, o tua moglie o i tuoi colleghi a pesci in faccia per tutta la vita… Ti abbandonano. Toh, che strano! Quale misterioso complotto, quali forze malvagie all’opera hanno condotto a questo esito? Mistero! Chiamiamo Giacobbo, speriamo ci illumini!

A volte il collegamento fra azioni e conseguenze è anche un po’ meno immediato di così, ma comunque facilmente tracciabile: hai sempre guardato dall’altra parte quando venivano commessi crimini, irregolarità, raccomandazioni, furtarelli, evasioni, truffe. Sei stato ingranaggio attivo di un sistema di fatto di piccoli e grandi crimini, irregolarità, raccomandazioni, furtarelli, evasioni, truffe. E dillo, ti è anche piaciuto, l’hai sfruttato ogni volta che potevi. E adesso vivi in un paese di merda dove questo sistema ti schiaccia e ti impedisce di crescere.
Sfortuna? Politici cattivi? Ma va’ a cagare, deficiente, sei tu, sono le tue azioni!

Io non biasimo i malvagi, malvagia in fondo è la loro natura, e il malvagio spesso ha fatto benissimo i propri conti, così bene che è arrivato in parlamento… Io combatto il malvagio, ma se è responsabile non lo biasimo (si colga, vi prego, la fondamentale differenza fra “non biasimare” e “prendere le parti”: non biasimo il malvagio, ma questo non significa che prenda le sue parti, anzi, egli è mio nemico per natura).
Quelli che biasimo sono gli irresponsabili, quelli che credono che il bene gli sia sempre dovuto; quelli che potevano benissimo prevedere cosa sarebbe successo se continuavano su quella strada, hanno continuato comunque, il male gli è arrivato… e alla fine si lamentano, e se la prendono con Dio o col mondo, o addirittura piagnucolano che “Dio” o “la morale” erano dalla loro parte, e quindi si sono comportati bene, indipendentemente da qualunque conseguenza! Tutto per autoassolversi dall’aver fatto e ripetuto scelte di vita che erano chiaramente pessime sotto ogni angolatura. L’irresponsabile si giustifica accampando “principi superiori”, avanza addirittura pretese su come dovrebbe essere trattato o cosa dovrebbe aver ricevuto, quando in realtà si era semplicemente fatto male i conti e ora ne subisce le conseguenze. Fondamentalmente, è un codardo.

Piangete pure, quando le cose vi vanno male. Siate tristi, frustrati, infelici, depressi, tutto quello che volete, è vostro diritto; ad esempio non mi aspetto che il mafioso non pianga se gli uccidono il figlio, non sarebbe umano. Ma fra una lacrima e l’altra domandatevi, invece di accampare scure, se davvero vi siete comportati “bene”, se davvero il male che vi accade è a causa di una crudele congiura cosmica come per l’obeso di Dottor House, o se invece non potevate prevedere benissimo tutto quello che sarebbe successo momento dopo momento. E l’avete fatto lo stesso.
Datevi una risposta onesta. E se sarà davvero onesta, avrete il mio rispetto.

Ossequi.

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2 responses

30 09 2014
… E l’etica dell’irresponsabilità! | Lo Strano Anello

[…] ci voleva il sequel. Nel mio precedente intervento descrivevo la mia etica, ovvero quale sia l’unico metro di giudizio morale che io applichi al […]

10 07 2016
Razionali, razionalisti? | Lo Strano Anello

[…] Credo che la maggior parte dei filosofi anche odierni, come Cartesio e Pascal, lavorino incessantemente più che altro per cercare di trovare la formula vittoriosa, il trucco, il cheat, il codice segreto da infilare nel gioco che permetta di evitare di dover pensare ogni mossa con tanta fatica, di dover passare ogni momento a cercare di comprendere e gestire l’incomprensibile che abbiamo sia dentro che fuori, e infine di prendersi la responsabilità dei successi e dei fallimenti collegati alle proprie scelte. […]

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