Disobbedienza civile?

18 08 2013

Un po’ di background: siamo in Europa. L’Europa esce dal ventesimo secolo, il secolo dei totalitarismi, il secolo del potere assoluto dello stato che porta tutto alla rovina.

Conseguentemente, l’Europa al momento è spaventata dal potere dello stato. Questo vale principalmente per gli intellettuali, per i quali vi è una moda diffusa di avere il terrore per qualunque forma di ordine, di potere o di autorità, fosse anche l’autorità delle leggi della scienza o della logica. Insomma siccome non vogliamo che governi il serpente, ci abbarbichiamo al travicello, non pensando che magari ci possono essere anche vie di mezzo fra un pezzo di legno e un possente mostro assassino.

Conseguentemente ancora, a molti nostri intellettuali brillano gli occhi parlando di disobbedienza civile. Sembrerebbe che la disobbedienza civile sia un atto criminale che per qualche ragione, dicono costoro, dovremmo guardare con simpatia e solidarietà, addirittura ritenerlo magari legittimo.

Sono criminali, ma il fatto che siano criminali ce lo dobbiamo dimenticare; in questo caso sono criminali buoni, quasi dei martiri. Be’, non è così strano: se lo stato è cattivo infrangerne le leggi è un atto meritevole, o quanto meno simpatico. 

Portare avanti questa posizione richiederebbe un’analisi stretta caso per caso del significato e dell’influenza del gesto in questione sia sul piano etico che sul piano politico. Questa gente che commette un crimine, perché in questo caso dovrebbe starci simpatica e non dovremmo chiamarla semplicemente criminale? Dovranno valere condizioni davvero eccezionali…

Invece no. Siamo di fronte ad un normale e legittimo strumento per intervenire nella dialettica politica. Siccome sappiamo che in Europa c’è stato il fascismo e il fascismo premeva molto sul rispetto dello stato e delle regole, e il fascismo era il Male, allora diventa necessario produrre un set di condizioni del tutto banali rispettate le quali diventa accettabilissimo infrangere la legge. Le condizioni in questione sono di solito le seguenti:

  • Motivazione etica superiore
  • Assunzione di responsabilità di fronte alla legge
  • Assenza di violenza

Insomma se uno a volto scoperto mi brucia la macchina con la motivazione che sono gay, e accetta di sottoporsi a processo (ma nel frattempo si fa pagare dalle sue associazioni avvocati che nessun criminale comune potrebbe permettersi, portando avanti campagne per “sensibilizzare l’opinione pubblica” al suo triste caso, e intervenendo sul potere giudiziario tramite propri infiltrati per ottenere una sentenza favorevole), dato che lui

  • ha una motivazione etica superiore
  • si assume la responsabilità di fronte alla legge andando in carcere, e
  • non mi ha sfiorato il corpo neanche con un dito,

dobbiamo chiamarlo non criminale, ma “disobbediente”. E suppongo che questo dovrebbe portare con sé un’ondata di romantica solidarietà per questo eroe moderno.

Ovviamente queste sono tutte stronzate. La motivazione etica superiore non esiste, l’etica è frutto di una dialettica sociale; nessuno al mondo può ritenersi depositario a priori di un’etica superiore, può solo proporla come tale. E d’altro canto se davvero si è eticamente superiori, non si vede la ragione per cui si dovrebbe subire passivamente le conseguenze dell’infrazione alla legge; se sei così nel giusto da poterti mettere contro la secolare struttura sociale e politica del tuo paese, sei anche abbastanza superiore da poterti sottrarre alla sua punizione, se ci riesci. L’assenza di violenza poi è un parametro semplicemente insensato: danneggiare la proprietà è una violenza, interrompere un servizio pubblico è una violenza, intralciare il normale svolgimento delle attività dei cittadini è una violenza, e queste sono considerate forme ordinarie di disubbidienza civile. Non sei mica violento solo quando ci scappa il morto (o quanto meno il contuso), anzi, se mi incendi un auto da ventimila euro o rovini il mio lavoro di anni mi fai un danno molto più grosso di quello di un pugno in un occhio.

In generale nessuno di questi parametri, né tutti quanti insieme, mi portano a provare una qualche simpatia per il perpetratore del crimine. A meno che non sia uno che porta avanti efficacemente (grande enfasi su “efficacemente”) i miei interessi. E grazie al cazzo che mi sta simpatico allora, ma per tutti gli altri è un criminale e basta, e non c’è alcuna ragione per cui dovrebbero pensare che è un nobile martire.

Restiamo sui significati evidenti e consequenziali all’atto criminale chiamato “disobbedienza civile”: tutto ciò che è vero del suo valore simbolico particolare è che essa sconfessa il processo sociale e politico che ha portato in essere la norma che viene infranta, e con esso destabilizza potenzialmente tutte le norme prodotte dallo stesso sistema con un processo analogo.

Si tratterebbe, insomma, di un atto davvero straordinario, da portarsi avanti solo in condizioni davvero straordinarie, laddove, ad esempio, sia stata proibita la possibilità di portare avanti una lotta politica per cambiare la legge con metodi legali, oppure laddove si abbia effettivamente intenzione di disconoscere completamente lo stato, e con esso anche tutti i vantaggi e le tutele connesse all’essere cittadino.

Invece no. Il tentativo di individuare la disobbedienza civile come categoria distinta dal crimine ordinario tramite aspetti che ne sarebbero caratteristici, anzi, il solo fatto che esista questa espressione per riferirsi a quello che è semplicemente un crimine, rivela il progetto non-tanto-segreto di riservarsi una scappatoia contro qualsiasi legge dello stato. Si badi bene: il problema nella definizione di disobbedienza civile qui presentata non è che essa sia sbagliata a priori perché le leggi sono sempre, in assoluto giuste, quanto il fatto che ciò che viene proposto sia l’esatto contrario: l’idea che le leggi siano irrilevanti al giudizio morale, e che purché siano rispettate le regoline di cui sopra chi infrange la legge sia automaticamente esentato da qualsiasi biasimo morale. E non è così, la legge, anche la più mostruosa e sbagliata delle leggi, un peso morale lo ha, e chi la infrange è tenuto a giustificarsi perché ha fatto qualcosa di sbagliato. Ci sono circostanze estreme in cui la giustificazione possa reggere, esattamente come ci sono circostanze estreme in cui anche l’omicidio è giustificato; ma questo non significa che l’omicidio sia una cosa bella e nobile.

Se non si mettessero per iscritto queste supposte magiche caratteristiche che farebbero di un crimine un atto inspiegabilmente “civile”, il “disobbediente” avrebbe davvero bisogno di un grande surplus di ragione dalla propria per giustificarsi, perché il significato del suo gesto è “non riconosco lo stato in cui vivo”, e spesso anche “non riconosco la società in cui vivo”; o quanto meno “non riconosco la legittimità del processo che ha portato in essere la legge”.

E d’altro canto, come dicevamo all’inizio, in questo frangente storico disconoscere lo Stato è considerato un atto meritorio, a patto che chi lo fa sia di Sinistra. Se trattiamo lo stato come un caccola impotente siamo sicuri che il serpente non ci prenderà mai (sicuuuroooo? Io no), ma nel frattempo ci sorbiamo un travicello. Che potrebbe governare bene uno stagno, ma provaci a metterlo a capo di uno stato nazionale moderno e vedi se non te lo trasforma nel Circo Togni.

Ossequi

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14 responses

18 08 2013
Davide

complimenti, articolo davvero illuminante e ben scritto.
ma faccio una domanda: quando la disobbedienza civile
a) non danneggia nessun altro, se non me
e
b)viene “attuata” per tentare di fermare il crimine
come ci si dovrebbe comportare?
sto pensando all’atto di coltivare piante di cannabis in casa a scopo personale (riconosco che non c’è modo di sapere se uno la piantina la vuole davvero a uso personale o per spaccio, è innegabile. riconosco anche che, come hai scritto, non sono in una posizione oggettiva riguardo la questione in quanto faccio uso di marijuana) e postarne le foto su FB.
al di là della questione “spaccia o uso personale?” dalla quale non se ne può uscire, ci si prende la responsabilità delle proprie azioni mettendo foto su FB, non danneggio nessun organo statale o nessun cittadino se non me che faccio uso della sostanza, solo la malavita che si occupa del traffico di stupefacenti.

18 08 2013
lostranoanello

Credo ci sia un punto che forse non è uscito ben chiaro dall’articolo e di ciò mi scuso 🙂
Io non sostengo che non sia mai possibile che infrangere una legge possa essere giusto.
Io sono contrario alla “disobbedienza civile” come categoria basata su principi falsi e moralmente irrilevanti sotto la quale racchiudere veri e propri crimini con fare giustificante.
Quello che mi preme è questo: di per sé infrangere una legge porta con sé del giustificato biasimo morale. Possono sussistere condizioni alle quali quel biasimo morale possa passare in secondo piano rispetto ai grandi meriti dell’azione o alla scarsa rilevanza sociale della norma infranta. Ma non si può dimenticare che comunque si è fatta una cosa che di per sé è indesiderabile, specialmente in uno stato democratico (che uno non riconosca l’autorità di Khamenei è quasi normale, che non riconosca quella di capi democraticamente eletti è assai più grave).
Nell’esempio che hai fatto tu c’è un’infrazione alla legge. Quindi comunque non andrebbe fatto, non ti dirò “sì, fai bene”. Non me la sento d’altro canto di lanciare anatemi, appunto perché chi coltiva cannabis per uso personale non danneggia nessuno e se è per questo neanche venderla lo fa. Ma questi sono altri elementi di giudizio che non influiscono sul primo, e cioè che siamo di fronte ad un’infrazione alla legge.

18 08 2013
Grande Gigante gentile

Molto semplicemente se tu sei autorizzato a violare una legge perché la ritieni “ingiusta” chiunque è autorizzato a violare qualsiasi legge che ritenga ugualmente “ingiusta”.

Il che significa senza mezzi termini delegittimare lo stato. Il che lo si può fare solo se la conseguenza desiderata è la distruzione dello stato stesso. Per esempio se si è sotto una dittatura fascista e si decide di farla cadere, o se si è in una colonia inglese e si decide di perseguire l’indipendenza.

Fermo restando che una volta che lo stato è delegittimato, non è neanche più tenuto a tutelarti, anzi, è obbligato (a tutela di quella parte di cittadini che lo sostiene) a combatterti con tutti i mezzi per assicurare la propria sopravvivenza.

18 08 2013
lostranoanello

Grazie, non avrei saputo dirlo meglio 🙂
Precisiamo solo che in realtà destabilizzare lo stato non necessariamente vuol dire distruggerlo. Sicuramente lo danneggia, e danneggia il valore morale delle leggi, con conseguente aumento delle infrazioni.
Può essere che ci siano in gioco fattori tali da rendere accettabile questo prezzo. Ma non da azzerarlo…

21 08 2013
Piccolo Nano Scorbutico

Secondo te negli Stati Uniti del 1950, paese a conti fatti democratico e non dittatoriale e in cui formalmente c’era ogni possibilità per cambiare le leggi, un rapporto omosessuale tra due persone che si amavano avrebbe significato una “delegittimazione dello stato” il “desiderio di distruggerlo”?
L’ultimo paragrafo di quanto scrivi, inoltre, sembra quasi suggerire che chi viola la legge vada ipso facto privato di qualunque diritto e lo Stato sia quindi autorizzato a distruggerlo. Ma questo sì che è fascismo…
Lo stato è democratico e legittimo quando tratta umanamente anche i suoi nemici e non supera MAI determinati limiti nel punire e nel combattere persino i suoi (presunti) nemici.

21 08 2013
lostranoanello

Penso che la mia risposta a Davide possa chiarirti il mio punto di vista se ci fossero punti oscuri.
In una frase, il mio punto è: le leggi hanno una rilevanza morale che IN NESSUN CASO è pari a zero. Chi dovrà valutare i tuoi comportamenti dovrà tenere conto che comunque hai violato una legge, e questo DI PER SE’ attira biasimo morale.
La valutazione complessiva non terrà conto solo di questo, ovviamente; ci possono essere attenuanti e cause di giustificazione, ma la violazione della legge è comunque UNO dei fattori di colpa.
Che tu fossi a volto scoperto e/o che tu non abbia picchiato nessuno perché gli hai solo bruciato la casa onestamente ce ne sbattiamo, non sarai valutato dal punto di vista morale sulla base di questo.

18 08 2013
800A

Quando sento parlare di “disobbidienza civile” mi vengono in mente due personaggi:

A) Il teppista da centro sociale che si diverte a spaccare le cose, consapevole della protezione offertagli dal padre medico e dalla madre sindacalista. Di solito quando si annoia di fare la parte del teppista violento si taglia i capelli, si cancella i tatuaggi, indossa giacca e cravatta e occupa il posto alla regione/banca/sindacato che gli era stato riservato prima che nascesse.

B) Il drogatone strafatto di tutte le droghe possibili e immaginabili, che parla di futuro, moralita’ e cultura per impressionare le fighe del centro sociale.

Non so, tu ne vedi altri? A me sembra che i “disubbidienti” siano tutti cosi’, dei poveri idioti manipolati dai politicanti piu’ lerci per ottenere visibilita’.

18 08 2013
bySpawnPPC

Discorsi troppo complessi con termini e parole troppo complesse… il tutto può essere riassunto nella frase… fatevi i cazzi vostri che tanto nessuno vi fa niente, nessuno vi fa pagare e se qualcuno vi darà fastidio mentre rompete le palle al prossimo, saranno loro a pagare per voi…
della serie… sparo ad un ladro in casa e mi danno omicidio volontario
… blocco un rapinatore o un ladro e mi danno sequestro di persona
… io rubo qualche miliardo e mi danno solo 4 anni… l’altro ammazza 30 persone… distrugge una nave… distrugge madre natura nella bellezza dei suoi fondali e gli danno gli arresti domiciliari… tu mi strupri la moglie o la figlia, ti spacco la faccia e mi danno lesioni gravi… etc. etc. etc.
la disobbedienza ed il disordine creano queste cose… e poi, finalmente, quando è giunto il nostro turno di prenderla nel culo, allora la polizia, lo stato e tutto quello che mi circonda non funziona, senza pensare che il giorno prima ad un pedofilo gli ho dato la grazia o il perdono giudiziale (per i piccoli reati) solo perchè qualcuno ha deciso che nel preciso momento dello stupro ero incapace di intendere e di volere, ma 5 minuti prima e 5 minuti dopo sono sano come un pesce… questo paese fa schifo, gli italiani fanno schifo, e pagheremo un conto molto salato per la nostra ignoranza in alcuni argomenti che sinceramente vanno al di là di ogni ragionevolezza… democrazie, solidarietà (entro certi limiti), altruismo, regole, leggi, sono tutte parole con un significato ben preciso… a questo punto possiamo anche dichiarare che l’italiano come lingua non esiste, che tutti i termini che usiamo sono sbagliati e che tutto è il contrario di tutto e niente è l’assoluto imperatore che ci accompegnerà fino alla morte ! Lo so, scrivo male ed ho scritto solo cazzate ma sinceramente non me ne frega un cazzo, tanto stiamo andando verso l’anarchia, che mi frega ! La gente fa cosa aberranti totalmente impunite ed io non posso scrivere 4 cazzate su di un blog ! E chi me lo vieta ? XD

19 08 2013
800A

Amico, eccoti i miei consigli: smettila di guardare Studio Aperto e fatti disintossicare dalla bamba. Certe cose fanno solo male alla salute.

19 08 2013
bySpawnPPC

Sono un Poliziotto, queste cose ESISTONO REALMENTE e le VIVO TUTTI I GIORNI… tanto per dirtene una… un mio collega qualche giorno fa ha preso in FLAGRANZA DI REATO un ladro mentre commetteva l’ennesimo furto per l’ennesima volta. Il magistrato di turno lo ha rilasciato nonostante la flagranza e nonostante in italia il furto è punito in determinate e precise maniere, solo perchè era minorenne, perchè le carceri sono piene e perchè tanto è uno zingaro e loro lo fanno per USO e COSTUME… queste sono le parole di un magistrato ! Qualche giorno fa un altro collega effettuava un inseguimento con la volante, in servizio ovviamente, ad una auto rubata… durante l’inseguimento, nella sfiga più totale, il collega in curva ha preso parte del manto ricoperto di breccia ed è uscito fuori strada… il comando e di conseguenza lo stato, invece di chiedere i danni al comune vogliono fargli pagare la macchina a lui… altre cose del genere succedono tutti i giorni… anche cose più ASSURDE… quindi, detto questo, sono io a dire a te SVEGLIATI, che hai la mortadella davanti agli occhi… e tu come il resto della popolazione italiana, siete dei parassiti del sistema che ancora credono che noi raccontiamo le barzellette… dovresti venire a lavorare con noi per poter vedere l’altra facciata della medaglia per renderti conto delle minchiate che scrivete che non centrano un cazzo con quello che REALMENTE SUCCEDE intorno a noi… sapete qual’è il problema, è che quando ve ne accorgerete sarà troppo tardi…. dormite dormite…

19 08 2013
Franco

Dal febbraio 2013 esce un nuovo mensile gratuito per gli italiani a Tenerife, “Leggo@Tenerife”, e stiamo cercando delle collaborazioni interessanti, come ne abbiamo lette diverse sul tuo blog.
Ovviamente le collaborazioni saranno pubblicate, sul cartaceo (e, se per te non rappresenta un problema, anche sul sito collegato http://www.leggotenerife.com), con la firma dell’Autore. Se pensi di poter essere interessato e autorizzarmi a pubblicare qualche tuo testo, fammi sapere. Cordiali saluti e un grazie anticipato. 
Franco

19 08 2013
lostranoanello

Grazie dell’offerta, per me non c’è problema, vorrei solo sapere di volta in volta quali sono gli articoli che vorreste pubblicare. Essendo scritti per un blog, potrebbe essere d’uopo fare una revisione per alcuni di essi prima di mandarli su cartaceo 🙂
Ciao

3 09 2013
Gli ecologisti sono come gli animalari | laVoceIdealista

[…] segnalando nuovamente un post che spiega molto bene quanto, in realtà, sia imbecille l’idea stessa di “disobbedienza […]

20 02 2015
Il mezzo giustifica i fini?   | Lo Strano Anello

[…] un mio post di quesi due anni fa criticai il concetto di disubbidienza civile riaffermando il valore morale […]

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