Qualcuno era comunista …

24 01 2013
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‘Spe… mi sa che ho sbagliato bandiera rossa…

Visto che l’altro giorno sentivo da Fazio una simpatica sceneggiata con questo titolo (probabilmente un replica, sapeva parecchio di stantio)(Mi dicono che è di Gaber. In effetti, non impazzivo per Gaber), e mi è piaciuta un sacco, ho pensato di fornire anch’io la mia versione personale di “qualcuno era comunista”. Non sarà facile, ma tenterò di renderla più ridicola dell’originale.

Qualcuno era comunista perché non aveva vissuto nell’URSS.

Qualcuno era comunista perché gli serviva il posto da primario.

Qualcuno era comunista perché quando tornava a casa doveva pur trovarsi una scusa.

Qualcuno era comunista perché se no Berlusconi di che parlava continuamente?

Qualcuno era comunista perché il rosso dà un fracco di energia!

Qualcuno era comunista perché si era scordato che il rosso è il colore del fallimento.

Qualcuno era comunistEI, però adesso sta con lei.

Qualcuno era comunista perché amava fare la vittima.

Qualcuno era comunista per bigiare a scuola e andare a fare le manifestazioni.

Qualcuno era comunista perché l’imprenditoria proprio non era il suo genere.

Qualcuno era comunista perché l’imprenditoria ERA PROPRIO il suo genere!

Qualcuno era comunista perché aveva un professore comunista.

Qualcuno era comunista perché il nero era passato di moda da un po’.

Qualcuno era comunista perché voleva la pace nel mondo ❤

Qualcuno era comunista perché non era giusto che solo lui avesse lo yacht e la pelliccia di visone, dovevano averla TUTTI!

Qualcuno era comunista perché se no lo ammazzavano di legnate.

Qualcuno era comunista perché il conflitto dialettico fra naturalismo e umanesimo non poteva che sublimarsi in un’ipostatizzazione empirica del farsi-nel-mondo decentrando l’attività creativa umana attraverso una strutturazione ideale dell’essere che si realizza nel procedere storico di rapporti di produzione incentrati sulla dialettica in tre momenti dominante-dominato-domino che non può che inevitabilmente concludersi nell’alienazione del Sé dall’Io che culmina nella costruzione di una società in cui individuo e comunità sono dialettizzati in forme non denotative o anche puramente estetico-decostruttive. Donde la necessità di fare tante manifestazioni di piazza con bandiere rosse.

Qualcuno era comunista perché essere borghese era troppo mainstream.

Qualcuno era comunista E borghese. Why not?

Qualcuno era comunista E cristiano. Anche questo, why not?

Qualcuno era comunista perché fa sempre audience.

Qualcuno era comunista. A volte. A volte no.

Qualcuno era comunista per le tette della Ferilli.

Qualcuno era comunista perché il big mech non gli piaceva.

Qualcuno era comunista perché era cinese e non è che avesse molte alternative.

Qualcuno era comunista ma amava il libero mercato delle t-shirt.

Qualcuno era comunista e lo è ancora, e si premurerà di comunicarmelo col suo I-phone.

Qualcuno era comunista e si era un po’ stancato di sentirsi accusare di essere un ipocrita buffone, ma ogni scelta ha le sue conseguenze.

Qualcuno era comunista perché pensava che accusare i “comunisti” di ipocrisia fosse passato di moda. Si sbagliava, è un classico.

Qualcuno era comunista perché era ricco, ma amava il popolo (Questa l’hanno detta davvero, cazzo!)

Qualcuno era comunista perché si accorgeva che la Russia andava piano, ma lontano (ANCHE QUESTA l’hanno detta davvero!)

Qualcuno era comunista perché Berlusconi aveva deciso che era comunista. Tipo Mario Monti.

Qualcuno era comunista, e per lui Berlusconi e Monti sono dittatori. Chavez no.

Qualcuno era comunista. Poi ha preso la licenza media.

Qualcuno era comunista perché era gay, e come dice il saggio, tutti i gay sono di sinistra.

Qualcuno era comunista perché rientrava nei sacri valori della sua patria, insieme a Dio e alla famiglia.

Qualcuno era comunista perché era per l’equa distribuzione dei trapianti di capelli.

Qualcuno era comunista perché aveva studiato filosofia, ma s’era un pelo perso per strada.

Qualcuno era comunista e mi considerava una persona intelligente e di raffinata cultura. Ma proprio ora questa caduta di stile non se l’aspettava!

Qualcuno era comunista, ma adesso è un piddiellino grasso come una balena che farnetica di antiabortismo e lecca il culo al papa. Plus ça change

Qualcuno era comunista perché era un mestiere come un altro.

Qualcuno era comunista … ma questi laicisti che attaccano il papa, non gli piacciono mica, nonnonnò. Come siete banali, laicisti! Il papa può essere un ottimo alleato nella lotta al modernità, insieme ad Ahmadinjad e Chavez, per esempio.

Qualcuno era comunista, adesso è un dittatore. YOU DON’T SAY?!

Qualcuno era comunista. Ora anche basta, però.

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4 responses

24 01 2013
Theodore

La listazza era una “canzone”, un recitato, di Giorgio Gaber, e questa parodia è nella lista delle cose che ci volevano ma a cui nessuno aveva ancora pensato. Grazie

24 01 2013
lostranoanello

Lo sapevo che non poteva essere troppo nuova XD
Prego 😉

25 01 2013
silviaanthoi

Questa versione aggiornata é divertente, ma per la cronaca: da Fazio hanno fatto uno scempio atroce di questo pezzo (nonché’ un osceno marchettone autocelebrativo). A prescindere da qualsiasi giudizio su Gaber o sul comunismo, l’interpretazione di originale era di ben altra levatura e conteneva anche una bella dose di autoironia (che i tromboni da Fazio hanno completamente ignorato facendo una figura che va oltre l’imbarazzante…). Poi certo, Gaber parla della sua generazione anche in maniera sentimentale, e forse datata.
Se ti sei divertito a compilare questa lista, ti consiglio caldamente la visione dell’originale (la canzone inizia verso 2:20 ma anche l’introduzione e’ gustosa):

25 01 2013
lostranoanello

In generale son proprio i contenuti che non mi piacciono… Però è chiaro sia che Gaber fa un’interpretazione di tutt’altro tipo, sia che in bocca a quei due personaggi da cartone animato raggiunge veramente, come hai detto tu, l’oscenità.

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